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lunedì 22 agosto 2011

TRIBUNALI MINORI SE NE PARLERA' IN ASSEMBLEA. UIL SOSTIENE AVVOCATI

SULMONA- Per discutere della manovra finanziaria e della proposta di soppressione dei Tribunali non provinciali il prossimo venerdi 26 agosto alle 11.00 si riuniranno in assemblea nel palazzo di giustizia di piazza Capograssi gli avvocati del foro di Sulmona insieme alla parlamentare Paola Pelino. Pronta ad appoggiare giudici, ordine degli avvocati e dipendenti dei tribunali interessati è la Uil PA penitenziari, al fine di garantire la permanenza degli attuali presidi giudiziari e di
rivendicare il loro sacrosanto diritto di continuare a svolgere la loro attività nei posti ove la stessa la svolgono da decenni. E’ contraria, infatti, alla paventata chiusura dei tribunali minori il vicesegretario regionale Mauro Nardella. “L'idea di sopprimere i tribunali di Avezzano, Vasto, Lanciano e Sulmona” scrive in una nota
“produrrebbe un aggravio di spese per l'amministrazione penitenziaria e di lavoro per la polizia penitenziaria oltre che per tutti i dipendenti che attualmente svolgono la loro attività nelle attuali strutture giudiziarie e che sarebbero così costretti a fare le valigie. Le migliaia di udienze, che ogni anno si effettuano in tali istituzioni e che prevedono la traduzione dei detenuti in attesa di giudizio dalle carceri ai tribunali e viceversa, sarebbero per forza di causa maggiore spostate in realtà ben più lontane rispetto a quelle attuali. Quello che ne consegue è un esborso economico maggiore per le direzioni dei penitenziari interessati e un aggravio di lavoro per la Polizia Penitenziaria già di per sé gravata di surplus di lavoro e il più delle volte costretta a tradurre i ristretti sotto scorta ,stante la cronica carenza di organico, e con mezzi fatiscenti e inaffidabili. Tra le altre cose va aggiunto che il fatto di effettuare le traduzioni a poche decine di metri dalle strutture penitenziarie consente agli uomini del nucleo traduzioni di effettuare altri servizi nella stessa giornata quali ad esempio visite ospedaliere, postali, etc. Ci associamo quindi” conclude il sindacalista “alle organizzazioni di categoria per evidenziare quanto sconveniente sarebbe portare avanti una politica così improduttiva dal punto di vista del risparmio e del servizio da rendere alla società”

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