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martedì 29 maggio 2012

METANODOTTO, ORSA PRO NATURA PELIGNA: "PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"

SULMONA - Prima che sia troppo tardi. L'associazione “Orsa Pro Natura Peligna” chiede al sindaco di Sulmona Fabio Federico e al presidente del Consiglio comunale Nicola Angelucci di sollecitare il governatore regionale Gianni Chiodi a dare attuazione alle due risoluzioni del 18 ottobre e del 14 febbraio 2012 votate all’unanimità dal Consiglio egionale che impegnano il Presidente a: trasmettere al Ministero dello Sviluppo Economico il parere contrario della Regione Abruzzo sull'opera per come attualmente progettata nell'ambito della procedura dell'intesa Stato-Regione;
 richiedere al suddetto Ministero di riunificare i procedimenti relativi alla centrale e al metanodotto, di fermarne comunque l'iter e di disporre la modifica del tracciato, così come stabilito dalla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati; sospendere ogni procedimento in atto, relativo all'opera in oggetto, da parte di organi o strutture della Regione Abruzzo in merito al rilascio di pareri o autorizzazioni; richiedere subito ai competenti organi del Governo nazionale, in sintonia con quanto deciso a livello parlamentare, l'istituzione dell'apposito tavolo tra tutti i soggetti interessati, al fine di individuare una soluzione alternativa alla dorsale appenninica sia per il metanodotto che per la centrale di compressione. "La legge (art. 52 quinquies comma 6) prevede che,"in caso di mancata definizione dell’intesa con la Regione" (parere contrario previsto dal  punto 1 della Risoluzione approvata su menzionata) "nel rispetto dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione, si provvede, entro i successivi sei mesi, a mezzo di un collegio tecnico costituito d’intesa tra il Ministro delle attività produttive e la Regione interessata, ad una nuova valutazione dell’opera e dell’eventuale alternativa formulata dalla Regione dissenziente." (punto 4 della Risoluzione ). Il Ministro Clini, dopo il terremoto che ha colpito il modenese, ha bloccato l’iter autorizzativo dell’impianto di stoccaggio di metano previsto proprio nell’epicentro del sisma avvenuto tra Finale Emilia e San Felice sul Panaro, progetto avversato dai comitati dei cittadini e da schieramenti trasversale tra le forze politiche locali che ne hanno ritardato per fortuna l’attuazione. Dobbiamo aspettare che le faglie del Morrone ci regalino un terremoto  per rivedere il progetto della Centrale?" conclude la presidente dell'associazione Maria Clotilde iavarone "E se fosse troppo tardi?"

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