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sabato 16 giugno 2012

L'ALTRO PD "CONGRESSO CON GARANTE"

Paolini, Di Benedetto, Calore, Giannandrea, Mesiano, D'Alessandro
SULMONA - Che si spezzi la catena di una "fase fallimentare" in cui ristagna "isolato" il Pd sulmonese e si istituisca un ufficio tesseramento con un garante per lo svolgimento del congresso. Netto e profondo ormai il divario tra le due componenti del Partito Democratico. La parte composta in prevalenza dagli ex Ds e da alcuni giovani democratici, questa mattina in una conferenza stampa,  ha espresso tutta la propria delusione e amarezza  in merito ad un circolo "a conduzione familiare", in cui Catena "è il segretario non di tutti, ma di una sola parte, anche minoritaria". Urge il congresso con
garante (che dovrebbe svolgersi il prossimo 7 luglio) per porre fine a una segreteria nata a tempo determinato e che da novembre scorso ancora perdura.  "Solo oggi la direzione regionale stabilisce la necessità di un congresso" affermano e annunciano di aver pronti anche giovani brillanti  come candidati. "Chiediamo la conclusione di quella fase di trasizione in cui Andrea Catena era stato designato segretario fino ad ottobre scorso" affermano Mimmo Di Benedetto, Mauro Calore e Valerio Giannandrea, al tavolo insieme a Eleonora Mesiano e Silvana D'Alessandro. "La politica fallimentare della segreteria del Pd locale" incalza Giannandrea "è dimostrata dal totale isolamento in cui vive rispetto agli altri partiti, nonostante si asserisca ancora che non esiste coalizione senza il Pd". A scatenare il malcontento, marcando decisamente quel solco che divide il partito, è stata la catena alla porta che, nei giorni scorsi, ha fatto saltare l'ufficio tesseramento, pronto per istituirsi con tanto di esponenti della direzione regionale e provinciale. Polemica infuriata e trascinata sulla piazza virtuale di Facebook da un profilo all'altro, un commento dopo l'altro. "Le tessere oggi sono nelle mani esclusive del coordinatore di circolo e troviamo anche la sede chiusa" hanno spiegato oggi "Allora che si ricominci da zero nel fare le tessere nella sezione. Ma tutti". Sostengono, dall'altra parte della barricata, di aver trovato grandi difficoltà di vita democratica all'interno del circolo, ricaduta,poi, anche nella politica e nelle decisioni. "152 persone hanno chiesto per sei mesi un'assemblea che è stata  negata" aggiungono, elencando situazioni che hanno contribuito a gettare benzina sul fuoco. "Qualcuno di noi si è ritrovato improvvisamente buttato fuori da alcune commissioni, come quella dei fas o della segreteria comunale. Il segretario continua  ad appellarci come i non tesserati e ritiene che non sia mai stato formato un ufficio tesseramento, quando, invece, abbiamo documenti che lo smentiscono". Un fiume in piena l'altro Pd, soprattutto i giovani, convinti che non si può portare avanti un circolo con una vecchia mentalità e annunciano che continuerebbero a lavorare anche fuori partito. Sottolinea, infine, Di Benedetto, come la spaccatura si sia resa evidente nel sostenere la campagna elettorale del sindaco di Pratola De Crescentiis "tutti i presenti si sono attivati dando il proprio contributo. Dall'altra parte, invece, non si sono neanche congratulati con il neo sindaco". In conclusione tutti hanno ribadito il loro desiderio di veder rinnovato il vertice del Pd sulmonese.g.s.

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