ULTIM'ORA NAZIONALI

ULTIME NOTIZIE - Salvini: oltre questo governo ci sono solo le elezioni- Ue, Von der Leyen: sui conti monitoreremo Roma da vicino- Addio a Luciano De Crescenzo, l'ingegnere filosofo- Di Maio: 'La crisi non ci sarà'- 'Ndrangheta, colpo a cosca vicino Commisso- Andrea Camilleri è morto. Addio al grande scrittore-

news

News - Primo Piano

SUICIDIO CONTI: IL GIP, AVANTI CON LE INDAGINI

VIDEO IN PRIMO PIANO - CENTROABRUZZONEWS

giovedì 26 luglio 2012

POLIZIA PENITENZIARIA, NARDELLA "NESSUN INCREMENTO A SULMONA"

SULMONA - Riceviamo a pubblichiamo comunicato stampa a firma di Mauro Nardella, vicesegretario regionale della Uil penitenziari "Sarebbero solo 18 infatti  le persone promesse dal Dap al provveditorato di Pescara per far fronte alle note carenze di organico. Di queste, 10 dovrebbe essere trasferite presso la Casa
circondariale di Teramo e 8 alla Casa Circondariale di Avezzano. Per i restanti penitenziari non è previsto quindi nessun incremento di personale. Le carceri di Sulmona, Lanciano e Pescara  se la dovranno vedere, secondo il DAP, con il personale che hanno a disposizione sempre più esiguo, stante i pensionamenti nel frattempo intervenuti, e sempre più stressato considerato il progressivo aumento dell'anzianità media dei poliziotti in essi operanti e che si attesterebbe ben oltre i 25 anni di servizio in carcere fatto. Se qualcosa non cambierà non sarà facile mantenere quell' equilibrio che è necessario per l'effettuazione di un lavoro così delicato come lo è quello del poliziotto penitenziario. I primi segni di insofferenza ci sono e li si denotano dal numero sempre più crescente di poliziotti costretti a casa per lunga degenza e per le più disparate patologie molto spesso correlate al lavoro svolto.  A Sulmona, tanto per fare un esempio, presso la Casa di Reclusione  da svariati mesi oramai si contano in media più di 30 assenze per malattia giornaliere con picchi anche di oltre 40 assenze .  Il tutto contro la media di 15  assenze che neanche tanto tempo fa riguardavano il medesimo istituto. Segno evidente che c'è qualcosa che non va. Le poche persone rimaste non reggono il peso lasciato da chi si assenta  per cui sta succedendo un pò come il cane che si morde la coda.  Per sopperire alle assenze sempre più numerose, il personale rimasto è costretto molte volte ad effettuare fino a 12 ore di servizio continuative con le dovute conseguenze in termini di stress che volendo o nolendo, a lungo andare, producono altre assenze.L'atteggiamento del Dap cozza contro quelle che erano le speranze di chi a lavorare ci vuole andare  per cui l'augurio che ci facciamo e che qualcosa cambi nelle teste di chi dovrà gestire le assegnazioni se non vogliamo che la navi affondi e se affonda  una nave come quella carceraria allora saranno dolori". red.


VIDEO IN PRIMO PIANO :