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giovedì 29 novembre 2012

CONSIGLIO COMUNALE, L'APPELLO DI MASCI "PREVALGA SENSO RESPONSABILITA'"


SULMONA - Alla vigilia di una decisiva seduta del Consiglio comunale, il consigliere comunale, Vittorio Masci, lancia un appello ai politici affinchè prevalga il senso di responsabilità verso i cittadini e non avvenga lo sciglimento anticipato del Consiglio comunale con l'arrivo del terzo commissario.  "La situazione che si è verificata" scrive Masci in una nota "è paragonabile a quella di una famiglia con il cassetto del tinello con dentro soldi a sufficienza, ma con l’inibizione da parte della madre di metterne parte nel portafoglio per fare la spesa, del padre di prelevarne parte per fare benzina per recarsi al lavoro, dei figli per comprare i quaderni e le penne per la
scuola. Identicamente nel bilancio del Comune di Sulmona ci sono soldi per pagare tutto, dai servizi e quindi le cooperative, al carburante per i trasporti, ai buoni per le mense, al sociale, ma non si può farlo se non con la variazione di bilancio che la opposizione, per ragioni esclusivamente politiche, non consente di approvare, grazie all’appoggio di ex consiglieri di maggioranza, passati all’opposizione.
Finanche la Segreteria Generale non ha soldi nel capitolo per pagare qualche debito fuori bilancio, già riconosciuto dal Consiglio Comunale, per il protocollo ed il servizio archivio o per l’abbonamento alle leggi, e questo per fare qualche esempio.
Siamo al paradosso: i soldi ci sono ma non si possono spendere ! Ci si rifiuta di consentirne l’approvazione, quantomeno con l’astensione, con motivi politici (il Sindaco ha ricomposto la stessa Giunta; il Sindaco si deve dimettere un minuto dopo, e così via).
Ma chi pagherà le conseguenze di tale comportamento saranno i cittadini, privati di servizi; l’ente, messo a repentaglio nella sua attività; i lavoratori delle cooperative che  perderanno il posto di lavoro.
La Città invoca un momento di responsabilità, e non capisce più le beghe della politica ed il declino cui la trascinerebbe.
Politica che in questa Città sta morendo assieme ad essa; poiché ci troveremo, in caso di un anticipato scioglimento del Consiglio Comunale, al terzo Commissariamento consecutivo.
Sulmona si dimostrerebbe assolutamente ingovernabile, poiché amministrazioni sia di centro destra che di centro sinistra non avrebbero portato a termine il loro mandato, a causa di liti interne e cambi di casacca o di schieramento.
E si vero che la legge non impone il vincolo di mandato, ma l’individualismo esasperato, il carattere litigioso e negativo, pronto alla critica più che alla costruzione, che è purtroppo tipico della nostra gente, non fa prevedere nulla di buono per oggi e per il futuro.
Ci sarà sempre un consigliere scontento, pronto a criticare, se non a chiedere qualcosa (mi auguro solo in chiave politica), che se non accontentato sarà pronto a mettere in crisi la maggioranza della quale fa parte, e di cui non accetta le decisioni, come democrazia impone. Ed il prossimo consiglio, che sarà composto per legge solo di 16 consiglieri, eleverà ancor più il rischio che ciò a Sulmona accada di nuovo, perché ogni unità conterà ancora di più negli equilibri. Non ci si potrà poi lamentare che non abbiamo, tutti, credibilità politica verso l’esterno; non contiamo nei tavoli importanti; non abbiamo rappresentanti del territorio negli enti superiori (siamo i primi a segarli in sede elettorale!). Non siamo capaci mai, nell’interesse superiore della Città, di unirci, così come fanno i cittadini ed i rappresentanti politici da loro eletti (e che ne sono uno spaccato) in altri territori a noi vicini. Operando così Sulmona non può che prepararsi ad un amaro destino."

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