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venerdì 30 agosto 2013

CARCERI, NARDELLA"IL DAP TORNI SUI SUOI PASSI, ABRUZZO HA BISOGNO DI NUOVI AGENTI"

SULMONA - "Per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria l’organico di Polizia Penitenziaria del Abruzzo e del Molise non sembra, vedendo la tabella di mobilità prospettata alle OO.SS. di categoria in occasione dell’incontro che si terrà il 2 settembre p.v., abbia bisogno di integrazione e/o innovazione" si legge in una nota a firma di Mauro Nardella della Uil Abruzzo."La Uil Penitenziari malgrado le innumerevoli denunce fatte in materia di carenza di organico si chiede cosa ha in mente di fare il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria  o cosa abbia fatto nel frattempo per far capire agli organi superiori che l’organico di Polizia Penitenziaria Abruzzese è insufficiente e paralizzato
da un’età media di molto superiore a quella delle regioni del Nord ove spesso, per non dire quasi sempre, vengono indirizzate le giovani leve. Di certo c’è che le esortazioni fatte agli uffici superiori per il tramite anche di manifestazioni eclatanti di protesta circa la necessità di mettere subito mano ad un’assegnazione massiccia di Personale sono cadute nel vuoto.Tutto quanto sopra evidenziato sta gettando sempre più nello sconforto persone  sempre più stanche di rispondere alle esortazioni che continuamente vengono loro fatte dalle varie direzioni di appartenenza e che hanno come unico oggetto la circoscrizione delle emergenze che quotidianamente affliggono le istituzioni carcerarie dell’intera regione.Le situazioni più a rischio decadimento riguardano   istituti di pena quali Teramo, Sulmona, Lanciano e L’Aquila alle prese con una carenza di organico che li ha costretti, soprattutto nel periodo estivo in corso, a tagli pericolosi per la sicurezza consistenti in accorpamenti di posti di servizio e che di fatto hanno sguarnito finanche posti di servizio essenziali per il mantenimento del minimum in fatto di sicurezza.Il tutto viene oggi fatto al costo di enormi sacrifici profusi dagli agenti e che solo attraverso l’effettuazione di decine e decine di ore di straordinario permettono lo svolgersi, seppur in maniera monca, delle attività istituzionali. Molti sono coloro i quali hanno svolto doppi turni ed altrettanti quelli che abitando in caserma hanno potuto, richiamati in servizio, coprire vuoti che altrimenti ne avrebbero inficiato irrimediabilmente la sicurezza. Molti altri sono stati  costretti a rientrare forzatamente in servizio dalle ferie.Se tutto quanto evidenziato non è servito al Provveditorato per convincere il DAP a farsi urgente carico di tenere in debita considerazione la realtà abruzzese allora siamo veramente alla frutta.Non capire le esigenze di chi ha maturato e superato 30 anni di servizio è grave. Se poi per arginare il meglio possibile si vogliono decapitare diritti come quello di poter contare su distacchi temporanei per gravi motivazioni familiari e personali allora c’è veramente di che preoccuparsi.La Uil penitenziari Abruzzo si auspica che il DAP ritorni sui suoi passi e arrivi alla determinazione di ciò che il Provveditorato di Pescara evidentemente non è riuscito a fargli capire e cioè che l’Abruzzo ha urgenza immediata di nuove ed ulteriori forze se non vuole che il sistema tracolli definitivamente"conclude Nardella.

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