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giovedì 28 maggio 2015

IL MIRACOLO DELL'ABBAZIA CELESTINIANA, ESPOSTA COPIA DELLA SACRA SINDONE

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SULMONA - L'Abbazia celestiniana spalanca le porte alla copia della Sacra Sindone. Non è l'unica esistente ma comunque è l'unica presente in terra d'Abruzzo. La copia di quel lenzuolo che avvolse Cristo dopo la morte fu acquistata nel 2010 a Torino durante una delle ostensioni dell'oggetto da Franco Iezzi, attuale presidente del Parco Nazionale della Majella. Iezzi che dopo aver avuto diversi contatti con il vescovo di Sulmona-Valva, Monsignor Angelo Spina su suo consiglio ha creduto doveroso "offrirla" alla Cittá, esponendola proprio nella sede del Parco. A sostenere l'evento una cerimonia ufficiale alla quale hanno partecipato Sua Eminenza Cardinale, Paolo Sardi e il sindonologo, Alberto Di Giglio. Ospite d'eccezione il cantautore peligno, Beppe Frattaroli.
"Essere in questo luogo casa di Celestino V è una grande emozione - ha precisato Sua Eminenza  Cardinale Paolo Sardi -. Il documento religioso che vediamo, oggi, ci porta a conoscerlo più a fondo. Ma alla base di questa conoscenza c'è fede e desiderio. Davanti alla sindone tutti si pongono delle domande ma l'invito è quello di pensare a Gesù morto per noi. Questo deve portarci a capire più da vicino il figlio che si è incarnato per noi. Bisogna meditare e pregare perché questo è un documento storico". La Sacra Sindone è attualmente l'oggetto più studiato al mondo. Una testimonianza di un fatto di cronaca nera avvenuto duemila anni fa. Trenta le discipline di studio che le girano intorno e che nel corso degli anni hanno dato vita ad una disciplina ex novo, la sindonologia. "La sindone è un lenzuolo di lino dove sopra ci sono tracce di sangue umano di gruppo AB - ha precisato il sindonologo Alberto Di Giglio -. Fu restaurato dall'ordine delle Clarisse con aghi d'oro ed oggi è conservato nella cattedrale di Torino. Il documento storico ė ancora molto studiato ma nessuno è riuscito mai a dare una risposta a come si sia formata quell'immagine. Tutto è ancora avvolto introno ad un mistero". Oggi una copia si può venerare nella sede del Parco Majella all'interno dell'Abbazia Celestiniana.


Barbara Delle Monache










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