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venerdì 28 ottobre 2016

ASSENTEISTI: LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CHIEDE TRASPARENZA

SULMONA - Responsabilità disciplinari, penali ed erariali. Questo, ciò che si profila nei confronti dei 46 dipendenti del Comune di Sulmona accusati di assenteismo al termine delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Sulmona e coordinate dal Pm, Stefano Iafolla.  A chiedere spiegazioni al Segretario Generale del Comune di Sulmona, due giorni fa, la Presidenza del Consiglio dei Ministri (dipartimento Funzione Pubblica) che, ricorda all’amministrazione comunale di Sulmona i termini perentori
per attivare tutte le procedure  per l’espletamento dell’azione disciplinare e della sanzione del licenziamento espressamente prevista nell’ipotesi di “falsa attestazione della presenza in servizio, mediante …modalità fraudolente” dall’art.55 quarter, comma 1 del citato decreto legislativo n.165/2001; articolo, peraltro, innovato recentemente dal decreto legislativo n. 116-2016 che ha prescritto al comma 3 bis, in caso di flagranza, l’immediato provvedimento di sospensione, e al comma 3 quinques responsabilità per il dirigente inadempiente.

 “Poiché risulta che l’indagine sia durata sette mesi, ma non emerge se gli illeciti siano stati commessi anche successivamente all’entrata in vigore delle disposizioni introdotte dal citato decreto legislativo 2016 – scrivono dal dipartimento – si chiede di precisare, non appena si abbia completa notizia dei fatti, i provvedimenti adottati per ciascun dipendente. In attesa, quindi, di un primo riscontro si invita al principio di trasparenza dell’attività amministrativa, a dare comunque comunicazione dei procedimenti disciplinari secondo le indicazioni impartite dalla direttiva del ministro per le Riforme ed Innovazione”. Una situazione problematica quella del Comune di Sulmona che sta facendo tremare l’intero palazzo di Città. La paralisi dell’ente sembra essere alle porte anche perché dalle nuove diposizioni il Comune non potrebbe riassumere lo stesso numero di personale. Secondo il patto di stabilità si può assumere uno su cinque. Quindi, secondo i numeri potrebbero essere reinseriti soltanto dieci unità. Un numero irrisorio per una macchina amministrativa come quella di Sulmona.


Barbara Delle Monache  

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