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giovedì 3 novembre 2016

SOVRANITÀ SULMONA, DI GIANDOMENICO SUL GRAVE EPISODIO DI VIOLENZA ACCADUTO A SULMONA NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA PER RICHIEDENTI ASILO

SULMONA - "La lite, per futili motivi, dei 2 giovani nigeriani ospiti della Casa Santa dell'Annunziata, ex Istituto pubblico di assistenza e beneficenza, è solo l'ultimo episodio di una lunga serie di spiacevoli situazioni che vedono protagonisti i richiedenti asilo ospitati a Sulmona, località ospitale, ma messa a dura prova quotidianamente. Fatti come quello della scorsa sera aggiungono inquietudine e tensione ad una situazione di per sé già delicata per Sulmona.
Questi episodi confermano i dubbi suscitati in questi anni sul funzionamento dell'apparato organizzativo delle strutture che nel sociale hanno assunto l'impegno di accogliere i richiedenti asilo e ricevono, per questa ragione, sostegni pubblici consistenti. Ci sono lacune nel sistema dell'accoglienza gravissime che purtroppo nessuno ora si prende la briga di colmare. "Non solo per il fatto in sé dell'accoglienza, ma anche perché una situazione come quella verificatasi l'altro ieri costa molto sia in termini di sicurezza e di sanità che di giustizia - interviene il coordinatore di Sovranità Sulmona Alberto Di Giandomenico - Il tutto resta a carico solo ed esclusivamente della comunità locale mentre le cooperative continuano a incamerare i migranti per poi gestire, in via esclusiva, quanto viene stanziato per l'accoglienza  Per le cooperative purtroppo il denaro è l'unico obiettivo di questa loro 'falsa accoglienza' - continua Di Giandomenico - Tanti ragazzi ospitati elemosinano dinanzi i supermercati e sui parcheggi e poi spendono quelle donazioni ricevute per comprare il superfluo, o per consumare nei bar e scommettere al gioco. Troviamo ragazze per strada in situazione a dir poco sospette e non mancano momenti di tensione tra loro. Sembra ci siano anche strani scambi di persona tra gli ospiti di Pescara e i futuri richiedenti asilo accolti a Sulmona. Come se si cambiassero posto e non è difficile comprenderne le ragioni. La confusione regna sovrana - continua Di Giandomenico - Sono già  troppo i migranti che si ospitano in città e sarebbe il caso di snellire le fila anche per evitare di ingrassare ancora le cooperative che di questa emergenza hanno fatto un vero e proprio business  i cui costi pesano enormemente, e solo, sulla comunità. Riteniamo indispensabile che il carico degli stranieri in città vada alleggerito ed è necessario evitare altri arrivi in questa città perché non ci sono le condizioni, le strutture idonee, le capacità organizzative indispensabili per integrarli davvero. I fatti lo dimostrano da tempo, ma qualcuno fa finta di non vedere e continua ad approfittarne - conclude il coordinatore di Sovranità - Insistere nel trattare queste persone non come esseri umani, ma come pacchi da inviare e stoccare in qualche deposito dell'entroterra è  una indicibile speculazione che va fermata senza attendere oltre".

Alberto di Giandomenico.

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