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mercoledì 18 gennaio 2017

MALTEMPO, CONFESERCENTI ABRUZZO: “INDENNIZZO PER PMI, PROROGA SCADENZE E RIAPERTURA DEI TERMINI DELLA CASSA INTEGRAZIONE”

L'AQUILA - Centinaia le imprese della nostra Regione sono impossibilitate ad aprire in questi giorni a causa.Un indennizzo straordinario per le piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato che in questi giorni non riescono ad aprire a causa della eccezionale ondata di maltempo, lo slittamento a fine mese delle scadenze fiscali del 16 gennaio, ed una riapertura immediata dei termini
per ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti delle piccole imprese.E’ quanto chiesto dal Presidente regionale di Confesercenti Daniele Erasmi e dal direttore Lido Legnini in una nota inviata stamani al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, all’assessore alle attività produttive Giovanni Lolli ed al sottosegretario con delega alla Protezione civile Mario Mazzocca.“Centinaia di imprese della nostra regione sono letteralmente impossibilitate ad aprire – dicono Erasmi e Legnini – e questa situazione è destinata a durare per giorni.Questa situazione si ripercuote non solo sui fatturati delle aziende, ma anche sulla possibilità di pagare tasse, imposte, stipendi e contributi.

Chiediamo con decisione che le piccole imprese abbiano gli stessi diritti delle grandi: cassa integrazione straordinaria per i dipendenti e indennizzo straordinario per i titolari.
Solo così si riuscirà a dare una risposta a migliaia di famiglie che rischiano di non vedere un centesimo a fine mese”.
Alle dichiarazioni di Erasmi e Legnini si associano il Presidente della Fiesa Confesercenti regionale Vinceslao Ruccolo e il Direttore Angelo Pellegrino. I due dirigenti del Settore alimentare ci tengono a precisare che con il maltempo non si riesce ad assicurare gli approvvigionamenti alimentari, tant'è che anche la produzione di pane ne risente. Si corre il rischio che le famiglie abruzzesi restino senza pane e senza ortaggi e frutta e gli esercenti subiscano la debacle totale dei loro esercizi commerciali.

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