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Centroabruzzonews - VIDEO IN PRIMOPIANO - LA CUCINOTTA E MAZZOCCHETTI ALLA GIOSTRA DI SULMONA 2017

venerdì 27 gennaio 2017

TRIBUNALE: AMMESSO AL VOTO EMENDAMENTO DELLA PEZZOPANE

SULMONA – “L’emendamento che ho presentato al decreto milleproroghe, finalizzato a prorogare fino al 2021 l’accorpamento dei tribunali abruzzesi, e’ stato dichiarato ammissibile. E’ un primo passo importante, perche’ significa che sara’ posto in votazione. A partire da martedi’, prima con il passaggio in commissione Bilancio, si entrera’ nel vivo della battaglia politico-parlamentare nella Commissione Affari costituzionali del Senato”. Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. “Com’e’ noto – spiega Pezzopane – il
decreto legislativo 155/2012 ha disposto l’accorpamento dei tribunali periferici e la soppressione, in Abruzzo, delle sedi di Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto. Da allora siamo riusciti a sventare questa tragica eventualita’. Ora, per l’Abruzzo cosi’ duramente colpito dagli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre 2016, di gennaio 2017 e dalla drammatica ondata di maltempo e’ necessario prevedere un’ulteriore proroga, che consenta ai tribunali di affrontare l’enorme carico di lavoro che ogni calamita’ naturale porta con se’. Una proroga necessaria – conclude Pezzopane – a rivedere nel frattempo la geografia giudiziaria troppo penalizzante per l’Abruzzo”. Un altro emendamento al milleproroghe è stato presentato dal Vice Presidente del gruppo di Forza Italia al Senato Paola Pelino. La battaglia a questo punto entra nel vivo con le istituzioni sulmonesi che chiedono di percorrere tutte le strade istituzionali e di seguire anche i lavori del tavolo regionale, presieduto dal governatore Luciano D’Alfonso e dal Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio. Il Presidente dell’ordine degli avvocati Gabriele Tedeschi prenderà contatto nel frattempo con il collega di Avezzano. Tedeschi ha precisato che l’asse Sulmona-Avezzano, spuntato fuori a margine dell’ultima assemblea al Palazzo di Giustizia, non né la resa di una battaglia e né il presagio di una chiusura.

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