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venerdì 24 febbraio 2017

"NON FACCIAMO MORIRE LA BELLISSIMA CITTÀ DI SULMONA!"

SULMONA - Ripartiamo dal Mercato di Piazza Garibaldi.«Gli italiani non hanno più soldi da spendere e se non ci sono i turisti a tenere su le vendite questo è un mestiere che rischia di andare a morire. Un tempo, dopo una giornata di mercato tornavi a casa con un ricavo che poteva dare serenità all’impresa ed alla famiglia. Oggi, togliendo dal ricavato di una giornata di mercato quanto hai dovuto pagare di tasse, si va subito in negativo!». È fortemente sconfortato Franco Liberatore, Vice Presidente dell’ANVA Abruzzo, ambulante con una vita spesa tra bancarelle e piazze. Racconta della sua professione com’era qualche anno fa e il paragone con l’oggi diventa impietoso, feroce. La sua è una delle circa 100 bancarelle che affollano Piazza Garibaldi, a Sulmona: la piazza più bella del Centro Italia. Ma, come le altre, vede avvicinarsi pochissimi clienti. «La gente passa, guarda da lontano, ma non compra niente – spiega Pietro Leonarduzzi, Vice Presidente della Confesercenti – è un periodo davvero difficile. La crisi sta colpendo tutti e anche i turisti spendono meno e con più attenzione. Le persone quando c’è il mercato scendono in strada, si fanno una passeggiata ma non comprano quasi nulla».

Ed effettivamente i passanti che si fermano tra le bancarelle per comprare sono davvero pochissimi, mentre attraversano Piazza Garibaldi guardando merci e prodotti. «Con la crisi che c’è, con la mancanza di lavoro e, quindi, di reddito, le famiglie cercano di evitare o di limitare le spese – fa notare Angelo Pellegrino, responsabile del Centro Studi Cescot – ormai si va al mercato più per farsi un giretto che per comprare. Se qualcuno intende prendere un prodotto, una merce, si presenta tra le bancarelle con quell’obiettivo in testa cercando l’offerta migliore. Un tempo si andava al mercato e ci si faceva attrarre dai venditori e dai loro prodotti. Si tornava a casa con vari acquisti anche se non si era usciti di casa con quell’intenzione. Oggi non è più così».

Ma la Città è bella con il suo Mercato! È bello perché la Città, accende il suo fascino, si riappropria delle sue vie, delle sue piazze; mentre i cittadini possono percorrere strade altrimenti riservate ad auto e veicoli. Ma il Mercato di Piazza Garibaldi è in difficoltà e rischia di sparire, come da tempo denuncia l’ANVA Confesercenti.

Non può essere più rinviato il tempo per una vera “ristrutturazione” e “riqualificazione” del mercato del mercoledì e del sabato. Questo era ed è stato un gran bel mercato. Tutti gli operatori, sostenuti dall’ANVA e dalla Confesercenti, hanno sostenuto e richiesto con tutte le forze il rilancio di questo mercato, d’accordo anche con i commercianti a posto fisso, che non hanno voglia di andare via e di perdere la clientela, conquistata nel tempo, con sacrifici e dedizione.

Per l’ANVA Confesercenti, la ristrutturazione del Mercato deve essere l’occasione per correggere molti aspetti organizzativi e gestionali dello stesso: dalla gestione del nuovo Regolamento al rispetto delle più comuni norme di mercato; dalla riduzione della tassazione, all’assegnazione dei posteggi alla lotta all’abusivismo; dall’introduzione delle colonnine per l’allaccio alla rete elettrica alla realizzazione dell’area Wireless access point mercatale; dall’utilizzo armonico del plateatico alla verifica della provenienza dei prodotti, soprattutto quelli agroalimentari, affinché si possa parlare effettivamente di prodotto tipico e/o prodotti a km zero; dalla gestione dei rapporti con l’Amministrazione e la Polizia locale a quella dell’introduzione di un moderno marketing imprenditoriale.

Naturalmente, a tutto questo, va associato il riconoscimento dello status di “Mercato storico”, visto che quello di Piazza Garibaldi è stato istituito da quasi ottocento anni. Questo aspetto, legato anche alla professionalità degli operatori ed all’anzianità delle imprese, potrebbe essere una spinta al rilancio reale del Mercato in una delle piazze più belle dell’Italia. E' giunto il momento di un confronto operativo urgente con l'Amministrrazione comunale, affinché si possa scongiurare l'aquirsi dell'agonia degli ambulanti. L'ANVA e la Confesercenti sono fin da ora a disposizione per portare i loro contributi ad una serena e produttiva riunione.



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