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lunedì 6 marzo 2017

GRANDE AFFLUENZA ALLA FIERA SULLA NEORURALITA' ALL'ABBAZIA CELESTINIANA DI SULMONA

SULMONA - Oltre 70 artigiani, agricoltori e casari, laboratori didattici per adulti e bambini, dibattiti e tavole rotonde con al centro progetti e concrete esperienze di vita delle montagne e delle aree interne abruzzesi in via di spopolamento, ma che sono ancora miniere di bellezza e ricchezza capaci di futuro, in cui tanti giovani tornano o vogliono restare a vivere.
Questo ed altro ha proposto l'edizione 2017 della “Fiera della NeoRuralità- Scambio Semi”,
che si è svolta sabato 4 e domenica 5 marzo, all'interno dell'Abbazia di Santo Spirito al Morrone di Sulmona (L'Aquila).
La Fiera, giunta alla settima edizione, e che l'anno scorso ha visto la partecipazione di oltre 3 mila visitatori, è stata organizzata anche quest'anno dall'Associazione Movimento Zoè, Civiltà contadina e il movimento NeoRurale, con il sostegno del Parco Nazionale della Majella,


NeoRurale, spiegano gli organizzatori "è un modo per descrivere, chi torna alla terra fondendo tradizione ed innovazione. Chi vede nella NeoRuralità una concreta opportunità per se stessi, le proprie famiglie e le comunità locali. la Fiera è uno spazio in cui confrontarsi con un diverso approccio allo sviluppo, che rivolge attenzione verso la salvaguardia e la rivitalizzazione del territorio, ma anche verso l’innovazione. Un appuntamento ormai fisso per le comunità rurali della regione che ogni anno si afferma sempre di più come contenitore di realtà ed esperienze che dal basso si adoperano per un migliore rapporto tra natura ed essere umano, per un ripopolamento consapevole e moderno delle aree interne”.
Durante la due giorni, sabato e domenica, cuore dell'evento sono stati come sempre lo scambio dei semi, il mercato contadino ed artigianale, con alimenti di nicchia, tipici e naturali, come solo per citarne alcuni, pecorini a latte crudo, pane di grano solina, aglio rosso, salumi di maiale nero, rare varietà di legumi, farine, patate e ortaggi, prodotti nei territori di confine, che soprattutto nell'agricoltura e nella zootecnia sostenibile possono trovare una rinnovata linfa vitale.
Un mercato che diventa anche un momento di trasmissione della conoscenza della civiltà delle montagne, grazie alle dimostrazioni gratuite da parte degli artigiani del legno, della pietra, della lana, dei segreti dei loro mestieri, antichi di secoli, e tramandati di generazione in generazione.

E poi le tavole rotonde: “Primi semi”, dedicata all'educazione dei piccoli, ovvero alle scuole pubbliche, d'ispirazione montessoriana, steineriana e home-schooling. E “Semi di Esperienze”, momento dedicato alla condivisione di realtà e progetti NeoRurali, tra cui le esperienze delle Brigate della  Solidarietà attiva, progetti legati alla coltivazione della canapa, altro da scoprire.“Semi e Custodi”, tavola rotonda sulla salvaguardia delle semenze autoctone e delle filiere locali in Abruzzo, con la proposta di costituzione di una rete diffusa di Custodi NeoRurali. E “Semi di Cambiamento”, una riflessione condivisa su nuovi modelli di polis, di città di transizione, sulle concrete esperienze delle cooperative di comunità.E' stato poi possibile partecipare ai laboratori per bambini, e non solo, su espressività e movimento (ContaKids e Biodanza), sull'uso creativo di materiale naturale e di riuso (Storia di uno spaventapasseri) e di tessitura a telaio (Facciamolo insieme).Erano presenti stand di editoria locale e associazioni che offrono servizi in campo ambientale, sociale e di turismo sostenibile. Nella giornata di domenica, a conclusione della due giorni, i concerti itineranti del Gruppo Incanto, e dei CadiCanPo, con il loro vasto repertorio di tarantelle raccolte lungo i tratturi e visite guidate nelll'antica Abbazia Morronese e ai suoi spazi museali a cura delle guide della Sovrintendenza dell’Aquila.


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