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lunedì 8 maggio 2017

SAPIENZA DEL TERRITORIO, RICERCA DELLE MATERIE PRIME, TECNICA: LA CUCINA CREATIVA DI DANIELE D'ALBERTO SBARCA ALL'ISTITUTO ALBERGHIERO DI ROCCARASO

ROCCARASO - Il trentenne chef pescarese, Coordinatore del Dipartimento dei Giovani cuochi abruzzesi, è stato protagonista, questa mattina, di uno show cooking per gli studenti dell’istituto altosangrino, attraverso il quale ha raccontato una storia. O meglio tante. La sua. Ma anche quella di un territorio intero. Quella di un modo di fare cucina che non mette da parte la cultura, l’osservazione, lo studio del territorio e delle sue risorse. Una serie di piatti, quella presentato da D’Alberto, che sa di Abruzzo, di terra e di mare,
come quello che si vede dal suo nuovo ristorante di Silvi Marina, Borgo Fonte Scura, dove la sua nuova esperienza prenderà il via il prossimo sette giugno: “Zuppetta di pomodoro caprino, pane croccante e basilico”, “Sgombro con salsa di rape rosse e riduzione di pompelmo”, un’insolita “Anatra all’arancia” e un dolce che è stato una piacevole scoperta per la vista, oltre che per il gusto, una sorta di “Giardino della liquirizia”, con cremoso, crumble e gocce di rucola. "Oltre a saper cucinare”, ha detto lo chef ai ragazzi, “devi conoscere il territorio. Se cucini bene e basta, rischi di farlo solo per te, ma se cucini bene per un territorio, questa può essere una delle tue armi vincenti. Insieme ai posti che sceglierai per fare le tue esperienze".

L’incontro formativo con gli studenti dell’Istituto alberghiero di Roccaraso, guidato dal dirigente scolastico, Massimo Di Paolo, è stato organizzato per presentare la costituzione del Coordinamento Alto Sangro dell’Associazione provinciale cuochi dell’Aquila, alla presenza dei coordinatori Nick Biasella e Roberto Marchei, del presidente dell’Associazione cuochi dell’Aquila, Daryoush Shojaee, e del presidente dell’Unione cuochi abruzzesi, Andrea Di Felice. Tra gli ospiti anche Mario Martino, altro giovane chef abruzzese, diplomatosi all’Istituto Alberghiero di Roccaraso, che ora vive e lavora Londra. “Appare fondamentale”, ha spiegato Andrea Di Felice, “riflettere sulla necessità di una nuova etica professionale del cuoco, da costruire nel tempo, grazie alla formazione e ad un aggiornamento continuo. Nostro obiettivo è quello di lavorare per una futura specializzazione, anche di tipo universitario, per i professionisti del settore. È necessaria una formazione più ampia. È necessario studiare, sviluppare l’attitudine al ragionamento e al pensiero. Cucinare è cultura”, ha aggiunto. “Sapere eseguire bene una ricetta non basta. C’è bisogno del confronto, dell’esperienza, di un studio che animi un percorso di ricerca personale di chi vuole intraprendere questa professione”. Ricette sì. Ma anche tanto impegno. “Uno chef vi deve trasmettere idee, ragionamento ed emozioni”, ha detto ai ragazzi, “oltre a regole, tecnica". La sintesi di un mestiere affascinante, ma che, al di là delle stelle e delle trasmissioni televisive, richiede passione, costanza e tanto studio.


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