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mercoledì 30 agosto 2017

“PROGETTARE DAL BASSO” PER SOLLEVARE UN TERRITORIO CHE MERITA. ATTO III

SULMONA - "Quanto alla effettiva capacità di risposta all’emergenza sul piano nazionale del Sistema di Protezione Civile, rispetto al numeroso elenco di rischi e potenziali scenari, è, come dire, un piano inclinato su cui bisognerebbe argomentare conservando oggettivo equilibrio. Di certo non facile, è trovare pareri concordi sul “voto” matematico più adeguato da attribuire in una pur ridotta scala di “valori” compresa tra 1 e 10.

Nel merito e con riferimento all’organizzazione attuale del citato Sistema, i “pesi %” delle componenti del magico binomio “Protezione><Prevenzione” sono, a detta di super esperti, così distinti:
⦁    15 % norme legislative;
⦁    35 % competenze, metodologia e procedure operative;
⦁    50 % forze attive (Uomini, mezzi, tecnologie).
La percentuale maggiore, è a sua volta così scomponibile:
⦁    20% fondi dedicati;
⦁    40 % Uomini;
⦁    25 % mezzi;
⦁    15 % tecnologie.
Beh, non ci si sorprenda se la variabile “tempo di risposta” prevista e “capacità operativa” per la risoluzione degli eventi - in specie quelli severi -  si discosta così tanto dalla stima presuntiva, a torto bollata come semplicistica, formulata con ragionevole buon senso dall’uomo della strada.
E già, perché i conti (%) non tornano. Per l’occasione, ciascuno riesamini il proprio punto di vista.
In questa sede, invece e non come zucchero mischiato a sale, si ha interesse ad evidenziare e attenzionare su quanto compressa e sottoimpiegata sia nello specifico la componente tecnologica, a torto ritenuta dispendiosa e complicata, che, basta poco a smentire il concetto, irrinunciabilmente sorregge e guida ad esempio ed in altro contesto (…ma sempre di tecnologie abilitanti si tratta) la vantabile, certosina competenza chirurgica a livello Paese, che congiunte sempre più spesso pongono soluzione a gravissimi casistiche in tema sanitario.
Allora e per quanto trattiamo nell’odierno: poche disponibilità finanziarie da parte degli Enti preposti ?, assenza o insufficienza di competenze tecnico-scientifiche nei passati reclutamenti ministeriali e ambiti istituzionali sottordinati ?, farraginosità procedurale e lentezza burocratica ?, eccessiva stratificazione dei livelli decisionali competenti in materia di concertazione sulle Politiche ambientali ?. E ancora e per difetto: errata rimodulazione dell’assetto organizzativo di nativi Corpi, a torto ritenuti ingessati dal civile ordinamento, con pur datata, solidale ed emblematica appartenenza alle aree rurali e montane?....
Bruciato legno e ossigeno, ormai ne sentiremo tante e di più.
Ma che la sana riflessione ed una prodiga attenzione nel merito di quanto è stato ed ancora sbava ad oggi in Valle Peligna, tornino a dettar legge sulle tante fumose considerazioni pur producibili, cui spesso seguono solo numerosi e arditi nuovi propositi.
In un tempo non lungo alle nostre spalle, il WEB era solo un’appendice virtuale. Oggi è una dimensione rilevante della nostra vita sociale. Pura tecnologia, cavalcata con profitto monetario e che siede a tavola come <uno> di Famiglia….
Sottesi dunque al valore del progresso tecnologico ben più spessorato delle infruttuose strategie dei “palazzi che decidono” in fatto di sostenibilità, che dire di trovarci a ragionare su un CCTI, Centro di Competenza Territoriale Intercomunale in materia di Protezione Civile e Tutela Ambientale che sorga dalle ceneri di questa tristissima vicenda, che finalmente raccolga un Volontariato smart ed un qualificato nucleo di abili professionisti (varie competenze e discipline) e che magari faccia da leva alla riqualificazione dell’intero contesto, una delle più belle Aree interne del sistema appenninico?
L’impressione è sempre più quella che ormai convenga fare in proprio, evitando i DOS…si, imparando a riconoscere i propri limiti ma soprattutto a valorizzare le proprie conoscenze ed in generale tutte le risorse endogene spendibili.
Meglio ancora se capaci di riconoscersi ancora in una grande Comunità, che non si arrende e sa lottare, oggi come allora.
Allora punto e a capo davvero. Quando si comincia ?"

Giancarlo D’Alessandro, P.te Associazione Culturale Coe.So.




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