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giovedì 14 giugno 2018

DUE LE DENUNCE PER AGGRESSIONE NEL CENTRO MIGRANTI. IL RACCONTO E LA “PAURA DI MORIRE”

SULMONA - Volevano parlare con il responsabile Alì e sono entrati con una pistola in mano. Ma quella pistola, che poi si è capito si trattava di una scacciacani, è stata puntata contro Kalilou, il 23 enne del Gambia ospite della struttura di corso Ovidio dell’Asp numero due della provincia dell’Aquila per richiedenti asilo. Erano circa le 22 di due sere fa. Fra gli ospiti della struttura cala il silenzio e sale la paura. Una minaccia a mano armata che ha recato parecchio spavento. L’ordine era quello di recarsi al piano superiore. “Ci hanno ordinato di entrare dentro e di inginocchiarci per terra. Non era facile in quel momento sottrarsi ai loro ordini con una pistola puntata in faccia e con la paura di essere uccisi”- racconta il 23 enne del Gambia nel day after. I due sulmonesi, uno in realtà originario del posto e uno della Toscana
senza fissa dimora che da un po’ di tempo dorme all’ospedale di Sulmona, hanno fatto irruzione nella struttura e prima hanno mostrato la pistola e poi due coltelli. “Non lo so che vogliono non lo sapevo. Ho chiesto il perché, che problema avevano”- racconta ancora Kalilou che, sentendosi minacciato, afferra il braccio di uno dei due sulmonesi facendo cadere pistola e coltello. Ma l’altro non ci pensa due volte a raccogliere il coltello e a ferire il richiedente asilo al fianco. Mentre viene allertata la Polizia e l’ambulanza del 118, che ha trasportato il 23 enne all’ospedale per le cure e le medicazioni, continua l’alterco filmato dai richiedenti asilo, gli unici ad avere l’esclusiva in quel momento. Nel video si vedono le due persone del posto. Uno alza il dito medio, in quel momento disarmato ma l’arma utilizzata viene riposta subito dopo in un asciugamano da uno dei richiedenti asilo, dopo averla raccolta. Potevano reagire. Ventisette contro due. Sarebbe stata una scena da film. “E’ stata un’aggressione a sfondo razziale”- raccontano quanti si sono precipitati subito dopo al centro, ascoltando il racconto dei ragazzi. Una notte e un giorno da incubo. Nessuno ha più dormito. Ma le indagini condotte dalla Squadra Anticrimine del Commissariato di Sulmona non si sa ancora se porteranno a questa direzione. C’è il video incriminato e un’informativa pronta per la Procura. Il fascicolo aperto al momento conta due indagati, che sono stati denunciati a piede libero. Le accuse a vario titolo sono di lesioni, violazione di domicilio e porto abusivo d’armi. Uno dei due sulmonesi avrebbe raccontato agli inquirenti anche di essere stato aggredito e aver reagito ma non risulta nessun referto presso il nosocomio cittadino. Al momento gli unici elementi certi sono la lesione e il ferito che non è italiano.

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