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giovedì 26 marzo 2020

CASINI:"L’OSPEDALE DI SULMONA IN QUESTO MOMENTO NON PUO’ ACCOGLIERE PAZIENTI AFFETTI DA CORONAVIRUS"

SULMONA -"Il mio dissenso, per questa decisione avventata presa dalla direzione della Asl, lo ho espresso con determinazione, non solo in una lettera che ho inviato questa sera ai vertici regionali ed aziendali ma anche di persona, precipitandomi nel nostro ospedale e incontrando proprio il direttore generale dell’Azienda Sanitaria, insieme al direttore sanitario Simonetta Santini, al direttore sanitario dell’ospedale peligno, Tonio Di Biase, e il dirigente di terapia intensiva dr. Vincenzo Pace, alla presenza dei carabinieri Nas, subito dopo aver appreso della scelta della Azienda Sanitaria di ricoverare nell’ospedale peligno un paziente affetto da coronavirus, il quale è stato effettivamente trasportato questa sera nel nostro reparto di terapia intensiva, che al momento non potrà più occuparsi di casi generalisti.
Di fronte alla salvaguardia di una vita umana non si può rifiutare l’accoglienza di un paziente grave. Ma non mettendo a rischio la salute di operatori e cittadini.
Il nostro ospedale ha già fatto la sua parte, accogliendo un paziente Covid nell’unico posto a pressione negativa in isolamento nel reparto di terapia intensiva. La direzione aziendale ha riferito che “ormai siamo in guerra” e, in attesa di completare l’allestimento del reparto Covid a L’Aquila, ha deciso di far restare, per qualche giorno, a Sulmona il grave paziente proveniente da Chieti, dove ormai tutti i reparti sono saturi, preferito ad Avezzano ritenuto meno adatto a supportare gli altri nosocomi abruzzesi che sono in situazioni molto difficili.
Il direttore si è impegnato a trasferire il paziente all’Aquila nel giro di pochi giorni, proprio perché il nostro presidio resti No Covid, come ho richiesto insieme a tutti i sindaci del territorio. Sono consapevole della grave emergenza a livello di contagi del nostro Abruzzo, ribadisco però che la nostra struttura al momento non è pronta: il rischio è che non possano essere garantite le condizioni minime di sicurezza sia per il personale sanitario e parasanitario sia, quindi, per l'intera collettività sulmonese. In qualità di sindaco non ho potuto tacere".

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