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domenica 23 maggio 2010

CARCERI:LA UIL P.A. PRESENTE ALL'INCONTRO A ROMA CON I RADICALI




Si è tenuto, presso la sede centrale dei Radicali a Roma, il previsto incontro sulla drammatica situazione in cui versano le carceri d'Italia. A rappresentare i 43.000 della polizia penitenziaria sono intervenuti i segretari della UIL P.A. penitenziari Eugenio Sarno e Mauro Nardella.Negli interventi fatti da entrambi sono state sviscerate tutte le problematiche che attanagliano i penitenziari italiani quali il sovraffollamento e la criticità in cui versano gli organici sia di polizia penitenziaria che del comparto ministeri sempre più soggetti ai disagi derivanti dal c.d. Burn Out.I dati forniti dai due segretari sono eloquenti: Tre suicidi di agenti penitenziari. Ventisette suicidi di detenuti. Trentanove tentati suicidi in cella sventati in extremis dalla polizia penitenziaria. Novanta agenti penitenziari feriti a causa di aggressioni da parte di detenuti. Tre evasioni. Cinque tentate evasioni. Processi di Mafia non effettuati per carenza di personale .Traduzioni di detenuti realizzate con il personale contributo economico degli agenti preposti a farlo i quali hanno dovuto pagare di proprio pugno il carburante necessario per far viaggiare i mezzi. Infine i 150 eventi critici accaduti dall’inizio del 2010 a fronte dei complessivi 240 del 2009 fanno pensare che di qui a qualche mese verranno battuti storici record negativi. Tutto ciò coniugato alle infamanti e penalizzanti condizioni di lavoro nonché al degrado e all’inciviltà della gran parte delle strutture ci fanno dire di un sistema penitenziario indegno per un Paese civile. Irrimediabilmente alla deriva e consegnato alle violenze. Si prepara veramente un’estate torrida per chi in carcere ci vive e ci lavora.Durante l’incontro è stato evidenziato la difficile gestione degli internati, 1200 complessivamente , 200 dei quali imprigionati nel carcere di Sulmona, costretti ad un ozio continuo (22 ore al giorno rinchiusi in cella) per via di un lavoro che la maggior parte di loro non hanno e che li rende inevitabilmente irrascibili e repressi. Si è parlato anche delle problematiche correlate alla illegittima gestione di soggetti psicotici. Questi ultimi sono inviati in istituti che sulla carta hanno la qualifica di centro psichiatrico ma che in realtà centri non sono in quanto hanno scarso personale qualificato.Il sempre più crescente malessere che serpeggia tra i detenuti, molti dei quali hanno cominciato a protestare in vari istituti attraverso l’istituto della c.d. “battitura”, non può che peggiorare considerato che il tanto sospirato DDL Alfano, impropriamente detto “piano svuota carceri”, si è svuotato di quei contenuti essenziali, al punto che le disposizioni sulla messa alla prova ( decisione presa con il voto favorevole di tutti i deputati presenti in Commissione Giustizia, eccetto la radicale Rita Bernardini che ha votato contro) vengono stralciate, mentre quella sulla detenzione domiciliare, prevista per chi aveva meno di un anno di detenzione ancora da scontare, risultano stravolte dagli emendamenti governativi. Tra le tante modifiche che più delle altre avranno un effetto totalmente scardinante rispetto all’impostazione originaria del disegno di legge sono quelle che prevedono l’introduzione di un termine (non oltre il 31 dicembre 2013), scaduto il quale la legge cesserà di avere efficacia.In Italia il 32% dei detenuti ha un fine pena inferiore ad un anno mentre addirittura il 63% sono i detenuti con un fine pena inferiore ai tre anni e che avrebbero avuto l’opportunità di far accesso alle misure alternative alla detenzione quali la semilibertà e l’affidamento in prova ai servizi sociali se il sistema che porta alla conquista di questi benefici non si fosse inceppato.Intanto allo stato attuale sono circa 69.000 i detenuti presenti nelle carceri di Italia a fronte di una capienza regolamentare di 43.000 posti. Le assunzioni di personale di polizia penitenziaria, promessi dal Ministro della Giustizia Alfano al momento non ancora vedono l’alba. Il personale in attività in questo momento risulta sempre più demotivato e cosa ancor più grave dovrà sobbarcarsi l’onere di affrontare nel prossimo futuro uno dei periodi più neri che mai si ricordi a memoria d’uomo nelle carceri italiane. Intanto in tutte le carceri d’Abruzzo prosegue lo stato di agitazione indetto dalla Uil. Nei Prossimi giorni renderemo note quali ulteriori manifestazioni di protesta porremo in essere. Mauro Nardella.

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