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sabato 28 gennaio 2012

COMITATI "TUTTI A MANIFESTARE A PESCARA. REGIONE DICA NO AL METANODOTTO"

SULMONA – I comitati chiamano a raccolta i cittadini e gli amministratori locali a manifestare a Pescara il 7 febbraio (ore 10) in occasione della seduta del Consiglio Regionale “affinchè la Regione difenda i diritti del territorio e dia concreta attuazione agli impegni assunti”. Gli ambientalisti sulmonesi sollecitano la convocazione di un Consiglio comunale straordinario sulmonese a Pescara
in quel giorno, davanti al Consiglio Regionale, “dando in questo modo una dimostrazione chiara della sua volontà di lottare fino in fondo per fermare il devastante disegno della SNAM”. Preoccupati i comitati che in una nota
spiegano che “il settore Energia della Regione ha comunicato che dopo l'8 febbraio riprenderà l'iter autorizzativo per la centrale di compressione . Il Comune di Sulmona si svegli e dimostri con i fatti la sua contrarietà!” tuonano.  “Il 18 gennaio scorso a Tresana (Massa Carrara) è esploso un metanodotto della SNAM provocando gravi danni e diversi feriti, di cui tre molto gravi” ricordano nella nota “L’11 febbraio 2010 a Tarsia (Cosenza) era esploso un altro metanodotto, sempre della SNAM, a causa di uno smottamento di terreno. Al di là delle rassicurazioni della SNAM, un fatto é certo : i metanodotti sono impianti molto pericolosi; considerato il prodotto trasportato (gas a fortissima pressione) possono esplodere per incidenti, attentati o anche per cause naturali.
Il progetto del mega gasdotto lungo la dorsale appenninica é una follia. L'eco-mostro della SNAM attraverserebbe tutti i territori più altamente sismici, gli stessi del devastante terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L'Aquila e gran parte della provincia. A Sulmona" aggiungono "i rischi e i danni sarebbero doppi a causa della centrale di compressione.
Nonostante le delibere di contrarietà approvate dagli Enti Locali e le risoluzioni votate alla unanimità dal Consiglio Regionale d'Abruzzo e dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il procedimento autorizzativo dell'opera é in una fase molto avanzata. La Regione intervenga subito esercitando i suoi poteri : Dica no all'intesa con lo Stato; Fermi l'iter autorizzativo in corso presso le strutture regionali; Chieda l'istituzione del tavolo per l'individuazione di una soluzione alternativa, al di fuori della dorsale appenninica

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