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sabato 28 gennaio 2012

MOVIMENTO FORCONI, PRESIDI PRATOLA E VILLANOVA INCONTRANO PROVINCE

(video interviste Antonella Di Nino, vicepresidente Prov. Aq e Dino Rossi portavoce Movimento Forconi Abruzzo)
PRATOLA PELIGNA - Pronti a smantellare il presidio con i trattori oggi gli agricoltori che per il terzo giorno consecutivo manifestano davanti al casello di Pratola Peligna, dove hanno incontrato nella tarda mattina la vicepresidente della Provincia dell’Aquila Antonella Di Nino e il consigliere provinciale Fernando Caparso.  Nella manifestazione pacifica in corso a Villanova di Cepagatti (Pescara), nei pressi dello svincolo sulla stessa A25, è giunto il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa e l'assessore all'Agricoltura, Angelo D'Ottavio ascoltando i cerealicoltori, produttori di ortaggi, allevatori e addetti delle imprese di servizi all'agricoltura che aderiscono al Movimento dei forconi d'Abruzzo e chiedono
alle istituzioni più attenzione alle problematiche del settore. E’ stato redatto un documento in entrambi i presidi e consegnato ai rispettivi amministratori.  L'intento dei manifestanti è
quello di poter arrivare all'approvazione del documento unico da parte dei Consigli delle quattro Province d'Abruzzo. Al momento le richieste degli agricoltori del centro Abruzzo saranno tra i punti all'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio provinciale di martedi 31 gennaio, come annunciato dalla Di Nino secondo la quale "già da martedi si potrà adottare il provvedimento". (intervista)
Sul fronte Villanova i manifestanti, che hanno parcheggiato in strada mezzi agricoli e allestito un gazebo sullo spartitraffico, proprio come a Pratola Peligna in questi giorni, creando rallentamenti al traffico, ma nessun problema sull'autostrada - spiegano i motivi della protesta.  A livello regionale, il Movimento sollecita “il mantenimento del contratto unilaterale, perchè l'estrema parcellizzazione dei terreni nelle zone interne dell'Abruzzo non rende possibile l'applicazione della nuova normativa sui contratti bilaterali”, e chiede “una modifica per l'accesso alla 'misura f' relativa ai finanziamenti ai prati pascolo”.  Gli agricoltori si sentono “strozzati dal caro gasolio (occorrono 3 litri di latte o 7 kg di grano per un litro di gasolio) e dall'Imu, che rischia di darci il colpo di grazia”. Fanno notare, inoltre, che la Regione Abruzzo ha approvato i Piani di sviluppo locale presentati dai Gal (Gruppi di azione locale), ma ad oggi “i finanziamenti non arrivano alle imprese a causa di veti politici e ricorsi”.  Testa e D'Ottavio hanno invitato una delegazione regionale del Movimento a un incontro, lunedì prossimo, presso la Provincia di Pescara, con i presidenti delle altre tre Province abruzzesi, per concordare insieme eventuali interventi a livello regionale e nazionale. 






I PUNTI NEL DOCUMENTO:

livello nazionale: Equitalia: Un organo di riscossione che con i suoi interessi di mora legalizzati dallo Stato, superiori a quelli dei cravattri, ha messo sotto scacco molte imprese agricole ed artigiane, con ipoteche legali. Questo intervento non permette alle aziende di accedere ad alcun tipo di finanziamento, quindi paralisi delle aziende, le quali saranno prossime alla chiusura. Si chiede per questo una moratoria accessibile, se il caso da concordare tra le parti interessati; Corridoio verde: un accordo internazionale tra l’Italia  e i paesi del nord Africa, istituito in via sperimentale con fondi CE, rimasto permanente. Oggi sfruttato dalle multinazionali che    importano le produzioni agricole, le nazionalizzano e le distribuiscono sui tavoli dei consumatori. Infatti si vedono sempre più frequenti nascere centri di smistamento merci, come l’interporto, (ubicato in una zona altamente a rischio alluvione), nell’area limitrofe al fiume Pescara nei pressi di Brecciarola (CH). Nel contempo si trae in inganno i consumatori che credono di magiare un prodotto italiano, mentre agli agricoltori i loro prodotti vengono pagati sottocosto e in alcuni casi distrutti nei campi. Il caro gasolio:  sempre più gravato da accise messe in atto da governi regionali e nazionali, per ripianare i buchi di bilancio della malasanità e della mala politica. In Abruzzo stiamo ancora pagando lo scotto di due giunte regionali finite in manette. I cittadini e gli imprenditori non posso sempre sopperire  agli errori fatti da altri. Siamo arrivati al punto che per acquistare un litro di gasolio occorrono 3 litri di latte o 7 kg di grano mucche fantasma: chiediamo chiarimenti sulle 300.000 mucche fantasma per latte vero. Latte proveniente dei paesi dell’Est, come verbalizzato dalla commissione di inchiesta nominata dell’ex Ministro Luca Zaia. Ancora una volta si è permesso alle multinazionali, di italianizzare il latte. Un  alimento assai delicato, utilizzato per alimentare sopratutto i bambini e le persone anziane. Questo oltre che attentare alla salute, pubblica ha inciso fortemente sul prezzo del latte prodotto nelle stalle italiane, arrecando danni economici al settore zootecnico IMU: già in passato qualcuno aveva ventilato l’ipotesi di far pagare l’ici alle aziende agricole. Oggi, gli hanno cambiato il nome, ma a quanto pare, ancora una volta si tenta di dare il colpo di grazia ad un settore già gravemente penalizzato da quanto sopra riportato. Non si capisce il motivo per cui non si elimina enti inutili, anzi si continua ad istituirli in tutta l’Italia, come i Parchi nazionali e regionali. Questi   oltre ad essere un covo di animali ibridi, come cinghiali incrociati con i maiali e cani rinselvatichiti, sono anche rifugio per politici trombati, che ogni cambio della guardia vengono commissariati con il contributo degli italiani a danno delle aziende agricole,  della fauna selvatica e del territorio. In Abruzzo abbiamo tre parchi nazionali e uno regionale, visto la crisi si chiede l’abolizione di quello regionale e accorpamento ad un unico consiglio di amministrazione dei parchi nazionali. Un risparmio di soldi della collettività e nel contempo si evita di tartassare le aziende che producono ricchezza.
Livello regionale: L’estrema parcellizzazione dei terreni delle zone interne dell’Abruzzo non rende possibile l’applicazione della nuova  normativa AGEA per i contratti bilaterali. I Forconi abruzzesi chiedono il mantenimento del contratto unilaterale, in quanto l’AGEA negli anni passati ha già provveduto all’erogazione dei fondi fino ad oggi con questo sistema. I contratti bilaterali costerebbero alle imprese agricole svariate migliaia di Euro. La  loro stipula tra le parti sarebbe  impossibile, in quanto i legittimi proprietari, o sono emigrati o defunti. GAL:  Gruppo di azione locale, un capitolo di contributo legato al PSR per un aiuto alle imprese agricole fossilizzato nei meandri della politica regionale. Siamo prossimi alla scadenza del PSR ed è ancora bloccato per colpa di una politica clientelare. Misura F si chiede una modifica alle domande per l’accesso alla misura f, per quanto riguarda i prati pascolo: tali finanziamenti devono privilegiare le aziende agricole locali  e delle regioni limitrofe. Bisogna assolutamente vietare l’accattonaggio selvaggio e l’accaparramento da parte di “società  di comodo”, create ad hoc per usufruire  dei fondi destinati alla zootecnia montana  abruzzese. Nelle zone interne dell’aquilano ci sono società del nord che per accedere ai finanziamenti della CE, hanno fatto accordi con allevatori di fuori regione a volte legati alla malavita organizzata. “Si spera nell’accoglimento delle istanze a livello regionale,  ed un impegno  verso il Governo nazionale al fine di far sopravvivere le aziende agricole abruzzesi  e nazionali che lavorano per loro e creano economia, anzi sono il volano dell’economia italiana, cosa che nessun politico di turno ha focalizzato. Se il nei prossimi giorni non si avranno risposte certe saremmo costretti ad appuntire i nostri FORCONI









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