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mercoledì 26 giugno 2013

CARCERI, NARDELLA "IL DECRETO INTERESSERA' POCHI ISTITUTI IN PROVINCIA AQ"

SULMONA - "L'intervento riformatore che si muove nell'ottica di favorire l'adozione di efficaci meccanismi di decarcerizzazione in relazione a persone considerate "di non elevata pericolosità"; ferma restando, al contrario, la necessità dell'ingresso in carcere dei condannati a pena definitiva che abbiano commesso reati di particolare allarme sociale troverà un margine di applicazione solo per la casa Circondariale di Avezzano"afferma in una nota  il Segretario Provinciale  della Uil Mauro Nardella"Per ovvi motivi legati alla tipologia dei detenuti reclusi invece negli istituti di Sulmona e L’Aquila non pensiamo possano esserci margini di iniziativa in tal senso.
In tutti i modi, mentre per l’Aquila il numero dei detenuti resta adeguato alle caratteristiche della struttura penitenziaria seppur permanga una deficienza in fatto di personale soprattutto nell’ambito degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria da adibire al circuito delle multivideoconferenze, a Sulmona la situazione resta critica.L’istituto Peligno, infatti, pur avendo visto trasformato il circuito penitenziario in un sistema di massima sicurezza considerata la presenza di esclusivi detenuti ad elevatissima sicurezza e collaboratori di giustizia, da un lato non ha visto calare il numero di detenuti che si attesta intorno al numero di 420 unità e cioè più di 120 oltre la capienza regolamentare e dall’altro sta vedendo sempre più diminuire il numero di agenti e aumentare i loro carichi di lavoro.Tutto è caricato sulle spalle di volenterosi poliziotti penitenziari che vedono sempre più scemate le possibilità di avere i diritti soggettivi applicati nella loro interezza.Presso il carcere ovidiano 328 dovrebbero essere, ed oggi a maggior ragione, le unità previste anche se l’ultimo decreto ne prevederebbe poco più di 270. Allo stato attuale gli uomini in divisa non superano le 240 unità con tutti i risvolti negativi che ne consegue.La Uil Penitenziari apprezza gli sforzi fatti dall’attuale Ministro della Giustizia. Allo stesso però chiede se non varrebbe la pena pensare di intervenire in maniera più uniformata ed equa ridistribuendo forze ed energie. Solo coì si potrà andare incontro alle esigenze di tutti e non elevare a rango di figli di un Dio minore poliziotti penitenziari che dal beneficio che ne può derivare da questo intervento non vengono neanche minimamente toccati".


Il Segretario Provinciale

Mauro Nardella

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