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lunedì 29 settembre 2014

L'ASSOCIAZIONE ORSA PRO NATURA PELIGNA CONTESTA UBICAZIONE CENTRALE GAS A "CASE PENTE"

SULMONA - L’Associazione “Orsa Pro Natura Peligna” intende informare i cittadini del territorio Peligno sulle valenze archeologiche e naturalistiche della zona denominata “Case Pente” di Sulmona” dove verrebbe ubicata l’opera “Centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam Rete Gas esistente” la cui Autorizzazione verrà discussa nella Conferenza dei Servizi  del giorno 8 ottobre 2014 presso il Ministero dello Sviluppo.


VALORI ARCHEOLOGICI
Si contesta l’ubicazione scelta in zona Case Pente in quanto il progetto in esame investe e pregiudica il nucleo Case Pente, identificato come sito d’interesse archeologico, e ubicato nelle immediate vicinanze della centrale di compressione del gas;
Invero, come si rileva da un parere espresso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali “la località è interessata dalla presenza di strutture, reperti e stratificazioni di interesse archeologico in quanto lungo la strada sono ancora presenti sepolture di epoca italica e romana, venute in parte alla luce durante i lavori di sistemazione della strada Sulmona-Campo di Giove e indagate parzialmente  durante l’intervento di allargamento della sede stradale (anni Settanta del Novecento);
nella zona fu rinvenuta la nota iscrizione detta “dei callitani” (EE. VII, 139), ora conservata presso la sezione italica del Museo Archeologico al Palazzo dell’Annunziata a Sulmona, che attesta la percorrenza tratturale fin dal I sec. a.C.;
nelle vicinanze, e proprio sul declivio collinare in località Vetoli, le strutture della chiesetta rupestre di S. Angelo in Vetulis del sec.VIII la forte disseminazione dei frammenti fittili e ceramici sparsi sul terreno documentano la presenza di un insediamento italico-romano, la cui frequentazione continua in età longobarda fino all’Alto Medioevo, come attestano i numerosi materiali reimpiegati (colonne, capitelli, iscrizioni, elementi di decorazione architettonica e di trabeazione in pietra);
nella zona fu rinvenuto il sarcofago di età romana contenente le spoglie di Numisina ( CIL IX, 3107)”.
La tutela di tale contesto storico, imporrebbe la non alterabilità dello stato di fatto poiché con l’installazione dell’opera contestata ne sarebbe sicuramente messa in pericolo l’integrità e soprattutto danneggiata la prospettiva, la luce, per non parlare delle gravissime alterazioni delle condizioni di ambiente e di decoro e ciò in aperto contrasto con la normativa vigente.

VALORI NATURALISTICI
Si contesta la ubicazione della Centrale di Compressione e Spinta Gas Metano e del Metanodotto nella Valle Peligna in difesa da ogni alterazione degli  ambienti naturali ricadenti nei SIC e nelle ZPS, difesa sancita dalla Direttiva Habitat.
Tale infrastruttura dovrebbe snodarsi attraverso numerosi comuni della fascia appenninica interrompendo la continuità ambientale e la preziosa funzione dei corridoi ecologici, con danni irreversibili a flora e fauna, letteralmente violando territori di grande pregio naturalistico inseriti, proprio per tali requisiti, nella lista dei Siti d’Importanza Comunitaria, nonché pregiudicando numerose Zone di Protezione Speciale istituite ai sensi della direttiva 79/409/CEE e quindi ricomprese nella rete Natura 2000. Il Comune  di Sulmona è compreso nella lista dei 36 comuni del Parco Nazionale della Majella,  parzialmente situato all’interno del SIC IT7110028 Morrone di Pacentro – Monte Mileto, e nel SIC IT 7130027 Montagna del Morrone ( M. Le Mucchia), del SIC del Comune di Corfinio ( Valle sagittario-Vella- Gizio-Velletta), nonché nella ZPS IT 7110129 Parco Nazionale della Majella.

Un aspetto chiave nella conservazione di tali siti, previsto dalla Direttiva Habitat (Art. 6 Direttiva 92/42/CEE e art. 5 DPR 357/97), è la procedura di Valutazione di Incidenza avente il compito di tutelare la Rete Natura 2000 dal degrado o comunque da perturbazioni esterne che potrebbero avere ripercussioni negative sui siti che la costituiscono.
E’ importante sottolineare che sono sottoposti alla stessa procedura anche i progetti o i piani ESTERNI ma la cui realizzazione può interferire su di essi. Difatti, a titolo di esempio, la vegetazione dell’area interessata, pur non essendo ricompresa in un SIC, è caratterizzata anche dalla presenza di  Gariga a Bosso Buxus sempervirens, boschetti di Carpino orientale e numerose specie di orchidee selvatiche; tale habitat, si precisa, rientra a pieno tra quelli che la direttiva 92/43/CEE intende tutelare.
 In ordine alle problematiche direttamente legate al territorio, non si può sottovalutare quindi  che l’opera in oggetto arrecherebbe grave nocumento anche alla flora e alla fauna indigene, di cui l’avifauna in particolare riveste interesse naturalistico di grande rilievo.
L’area in oggetto, infatti, è regolarmente frequentata ed utilizzata per la riproduzione del Calandro, Tottavilla, Averla piccola, Succiacarpe, Falco pellegrino, Aquila reale ed altre specie di uccelli tutelate dalla direttiva 79/409 CEE.
Si assisterebbe all’inevitabile frammentazione degli habitat naturali della fauna locale che sarebbe oltremodo disturbata  dai persistenti frastuoni di cantiere e di “emissioni di emissioni acustiche non >60 decibel/h”, come da progetto dichiarato, per non rimarcare il pesante pregiudizio di flora e fauna causato dall’inquinamento luminoso (24h su 24) ed atmosferico generato dalla centrale a pieno regime.

 Per quel che attiene ai progetti sottoposti alla procedura di VIA, in base al disposto dell’art. 6 comma 4 del D.P.R. n 357/1997 e succ.mod., attuativo della direttiva Habitat, la valutazione d’incidenza è ricompresa in tale procedura, ma deve comprendere un particolare studio relativo agli effetti diretti ed indiretti del progetto medesimo sugli habitat e sulle specie per i quali i SIC e le ZPS sono stati individuati , studio che, ad oggi, appare del tutto assente nel SIA presentato dalla Snam s.p.a.
Appare utile rimarcare che nello studio d’impatto ambientale la Snam s.p.a. si limita a rilevare solamente che la centrale di compressione del gas e il tratto di gasdotto che interessa l’area Peligna non sono ricompresi in nessun sito di particolare interesse naturalistico e, in maniera generica e a dir poco superficiale che, comunque, il progetto non causerebbe danni, neanche indiretti o eventuali ai confinanti siti protetti.
Maria Clotilde Iavarone (presidente di “Orsa Pro Nature Peligna)



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