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giovedì 25 febbraio 2016

ARRESTI DOMICILIARI PER COMMERCIANTE SULMONESE

SULMONA - Arresti domiciliari da questa mattina per Antonio Naccarella, 51 anni di Sulmona. Ad applicare la misura cautelare il Gip Marco Billi.A denunciare, quattro anni fa, il commerciante un sulmonese ritenendolo responsabile di truffa ed appropriazione indebita. Proprio da quel momento cominciò una complessa attività investigativa di specifica competenza circa la compravendita di più motocicli, avvenuta all'interno del negozio che all'epoca si trovava nel Nucleo Industriale.
Nel corso dei mesi successivi, nonostante l’aumento delle denunce l'uomo continuó in maniera seriale a porre in essere truffe e appropriazioni indebite sulla compravendita di motoveicoli. Poi, nel settembre del 2012, cedette la sua impresa individuale aggravando la sua posizione. L'azienda in fase di fallimento fu intestata alla mamma della sua compagna ottantenne continuando di fatto ad amministrare la predetta società.
Quindi, grazie alla sua loquacità e all’utilizzo di falsa documentazione formata ad arte, continuava a perseguire il suo intento criminale, tanto da riuscire a cambiare nel corso degli anni successivi due sedi e a disperdere motoveicoli cedutigli in conto terzi, senza corrispondere ai proprietari il corrispettivo. La tecnica posta in essere dal cinquantunenne  si affinava nel tempo e si consolidava tanto da riuscire nel mese di maggio 2013 ad ottenere da parte di una nota azienda motociclistica italiana una fornitura di otto motoveicoli, per i quali non ottemperava al pagamento.
In seguito al controllo effettuato sul ciclomotore venduto da Naccarella, appartenente ad un sulmonese, si aveva modo di accertare che il veicolo, rientrante tra quelli della predetta fornitura, era stato immatricolato con i dati identificativi di un ciclomotore demolito e presentava il numero di telaio abraso.
 Da quel momento si accertava compiutamente il riciclaggio del veicolo il quale, non essendo stato pagato, non poteva essere immatricolato con le normali procedure perché il fornitore aveva trattenuto la dichiarazione di immatricolazione. Successivamente, altre indagini, hanno permesso di
rinvenire solo un altro ciclomotore commercializzato con la medesima procedura. Nonostante l’incombente attività di polizia giudiziaria, nel mese di settembre 2015, l'uomo riusciva ad ottenere da un’altra azienda italiana di motocicli, una seconda fornitura di dodici motoveicoli, i quali però venivano posti in sequestro da personale di quest’ufficio nel mese corrente, su delega dell’Autorità giudiziaria.

Barbara Delle Monache

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