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mercoledì 14 dicembre 2016

CONSUMO SUL POSTO DI PRODOTTI DI GASTRONOMIA ALL’INTERNO DEGLI ESERCIZI DI VICINATO E NEI NEGOZI ALIMENTARI

La Circolare ministeriale supera il limite delle posate di plastica e dell’occupazione di suolo pubblico.La giurisprudenza più in linea con l’affermarsi di nuove abitudini alimentari della burocrazia ministeriale.
SULMONA - "In risposta ad un quesito di FIESA Confesercenti, finalmente il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce gli effetti di una tendenza sempre più sentita a livello sociale di consumare i prodotti alimentari direttamente sul posto presso gli esercizi di vendita.È un fenomeno relativamente recente, in grande espansione in Italia, in linea con
l’affermarsi di nuove abitudini di acquisto che vedono il consumatore sempre più esigente in termini di qualità di prodotti e servizi.In questo scenario sono emerse molteplici iniziative realizzate in contesti in cui convivono somministrazione e vendita di beni alimentari"si legge in una nota giunta in redazione a firma di Angelo Pellegrino."Di conseguenza, sono entrate in crisi le tradizionali partizioni amministrative e autorizzatorie tra negozi di vicinato, dediti alla sola vendita, e pubblici esercizi, attrezzati per la somministrazione; anche l’apparato normativo vigente non appare più in linea con l’evolversi delle dinamiche suddette.In sostanza, però, con la nota del Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, Dottor Gianfrancesco Vecchio, e con gli interventi comunitari, è stato riconfermato il principio secondo cui alle imprese deve essere consentito tutto ciò che non è espressamente vietato. Ma, soprattutto, è stato ribadito che la libertà di fare impresa, secondo quanto previsto dall’Articolo 41 della Costituzione, può essere limitata solo se in contrasto con un “interesse generale” ugualmente tutelato dalla stessa. Pertanto, tutte le imprese sono equiparate ed hanno la possibilità di operare in un regime di libera concorrenza, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e comunque autorizzatorie.
È stato anche ribadito che per la somministrazione senza servizio assistito, possono essere tranquillamente utilizzate le attrezzature ordinarie dell’esercizio: piatti, bicchieri e posate non di plastica; nonché tavoli, sedie, tovaglie e tovaglioli da ristorazione.
In questo caso, secondo le indicazioni di alcune ASL, è fatto obbligo di avere una lavastovilglie adatta all’esercizio che propone il consumo sul posto.Vi ricordo che, secondo quanto previsto dall’Articolo 4, comma 2-bis, del DL 4 luglio 2006, N. 223, è consentito il consumo sul posto anche ai titolari di impianti di panificazione con le stesse modalità applicative cui devono sottostare i titolari di esercizio di vicinato.


IL COORDINATORE REGIONALE
Angelo Pellegrino

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