news

VIDEO IN PRIMO PIANO - PREMIO PRATOLA 2017

domenica 21 maggio 2017

CASAPOUND, PRESENTATO A SULMONA IL "REDDITO NAZIONALE DI NATALITA'"

SULMONA - Il vicepresidente nazionale di CasaPound Italia Simone Di Stefano ha presentato nel pomeriggio di oggi a Sulmona il progetto del Reddito Nazionale di Natalità, la proposta di legge promossa dal movimento tramite una raccolta firme in tutta Italia per l’assegnazione alle mamme italiane di un bonus di 500 euro per figlio fino al raggiungimento del sedicesimo anno di età.Fermare la Grande Sostituzione dei popoli europei e in particolare di quello italiano, incentivare con tutti i mezzi possibili la nascita di bambini italiani
e sconfessare le teorie boldriniane, che prevedono l’arrivo di nuovi immigrati come l’unica soluzione possibile per la denatalità che colpisce l’Italia. E’ questo lo spirito che anima la proposta del Reddito Nazionale di Natalità, lanciata da CasaPound Italia poco meno di una settimana fa, prima che arrivassero gli ultimi i disarmanti dati sui nuovi nati del 2016, anno in cui il tasso di natalità tocca il suo minimo storico, con 476 mila nuovi nati, diecimila in meno del 2015 (che già aveva fatto registrare il record negativo dall’Unità d’Italia). “Cinquecento euro al mese per ogni bambino nato da genitori italiani, di cui almeno uno nato italiano a sua volta“, spiega CasaPound in un comunicato, annunciando che a breve partirà “una campagna di raccolta firme capillare in oltre cento città”.
La domanda che sorge spontanea, per i cittadini di uno Stato privato della sua sovranità monetaria e costretto a farsi approvare le leggi di bilancio a Bruxelles come un bravo scolaretto, è sempre la stessa: “sì ma dove si trovano i fondi?”. Alla legittima questione risponde Simone Di Stefano, vice presidente di CasaPound Italia. “Basti pensare che solo con i 20 miliardi destinati alle banche il governo avrebbe potuto dare 500 euro al mese a quasi 200 mila nuovi italiani fino al diciottesimo anno di età“, spiega Di Stefano. “D’altra parte, inoltre, i soldi ci sono, basta toglierli alle cooperative che lucrano sull’immigrazione. Il calcolo è semplice: ogni immigrato in un centro d’accoglienza costa allo Stato 1.050 euro al mese, ma con la stessa cifra si potrebbero sostenere due bambini italiani e, perfino, salvare con i 50 euro che avanzano 6 bambini stranieri in patria, se è vero, come sostiene la campagna di “Save the children”, che 9 euro al mese euro bastano a salvare 1 bambino africano con l’adozione a distanza”.

“Siamo particolarmente fieri aver presentato questa nostra proposta di legge a Sulmona, dove al dibattito nazionale sul calo delle nascite si unisce la battaglia per la salvaguardia del ‘punto nascite’ ” afferma in una nota il responsabile sulmonese del movimento Giovanni Bartolomucci.“Una delle ragioni del calo demografico in atto – prosegue Bartolomucci - è da ricercare nelle difficoltà che le giovani coppie incontrano nel sostenere i costi di un figlio a causa degli effetti della crisi economica. Poiché i magri bonus finora stanziati dal governo non riescono a fornire un aiuto concreto, abbiamo elaborato una proposta che fornisce una soluzione concreta al problema. Quanto alle coperture economiche sono individuate da una decurtazione dei costi, ben più alti, che il governo sta attualmente sostenendo per la gestione dell’accoglienza degli immigrati, e dagli aiuti economici elargiti agli istituti di credito privati. Un esempio indicativo: ogni immigrato ospite nei centri d’accoglienza costa allo stato 1050 euro al mese: a parità di somma, sarebbe possibile elargire il reddito di natalità per due bimbi italiani. E’ evidente quindi che esiste soprattutto una mancanza di volontà da parte della classe politica di risolvere il problema del calo delle nascite, ed è qui che interviene CasaPound Italia a sostegno degli italiani”.




VIDEO IN PRIMO PIANO :