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martedì 30 maggio 2017

"GLI ANNI PASSANO, L’EMOZIONE RESTA INTATTA"

Giornate di studio effettuate presso la Scuola Media " G. Tedeschi" di Pratola Peligna, in collaborazione con la Brigata Majella e la  preziosa presenza del Patriota Ennio Pantaleo di Sulmona.
PRATOLA - Sono diversi anni, ormai, che gli alunni delle classi terze si cimentano in ricerche studi e approfondimenti sulla storia della resistenza, con grande beneficio per la loro formazione.Cosa vuol dire “resistere”? È questa la domanda che apre l’incontro tra gli alunni delle classi Terze della Scuola secondaria di Primo grado “Gabriele Tedeschi” di Pratola Peligna e alcuni membri dell’Associazione Nazionale Brigata Maiella Sezione Sulmona – Valle Peligna.
Tra loro, uno dei componenti della storica formazione resistente abruzzese, il più giovane: Ennio Pantaleo.

     Il desiderio di avvicinare i giovani agli eventi che hanno interessato il territorio peligno durante la Seconda guerra mondiale e la volontà di mantenere orgogliosamente viva la memoria della Brigata Maiella, unica formazione resistente decorata con la Medaglia d’Oro al Valor militare, sono al centro degli obiettivi dell’Associazione in questa piovosa mattina del 19 aprile 2017.

     Per i ragazzi resistere significa opporsi con forza a qualcosa di opprimente. Questa premessa permette loro di definire prontamente la Resistenza, quella con la R maiuscola, che hanno precedentemente approfondito con le loro insegnanti di storia: la lotta contro il nazifascismo in Italia e in Europa durante la Seconda guerra mondiale. Sono, inoltre, sicuri nel rispondere al quesito “Che cos’è la Brigata Maiella?”. Hanno letto della formazione sul libro di storia e hanno notato che il parco cittadino, dove si ritrovano durante il pomeriggio, porta il nome della brigata partigiana.



     Una bella sorpresa, se si pensa che le gesta della Maiella caddero nel dimenticatoio per decenni dopo la fine del conflitto. Una soddisfazione per Ennio Pantaleo, che sacrificò la sua giovinezza per unirsi alla formazione di Ettore Troilo con altre centinaia di ragazzi, di cui 108 provenienti proprio da Pratola Peligna.

     Passano gli anni, ma l’emozione di Pantaleo nel ricordare la sua infanzia da figlio di sovversivo durante il fascismo (suo padre aveva partecipato a uno sciopero), le discriminazioni subite e le ragioni che motivarono la sua scelta di entrare a far parte della Brigata Maiella, resta intatta nel tempo.

     Oggi Ennio ha ottantasette anni. Racconta la sua storia e, come per incanto, si trasforma nel ragazzo che nel ‘44 dichiarò, mentendo, di avere diciotto anni, pur di arruolarsi nella formazione resistente. Gli alunni ascoltano le sue parole. Sono colpiti dal fatto che, all’epoca dei fatti narrati, Ennio avesse la loro età. Ammirano il coraggio che ebbe nel non arrendersi davanti alle difficoltà della vita e attraverso i suoi ricordi hanno modo di conoscere meglio la storia della Brigata Maiella, a partire dall’impegno della formazione sulla linea Gustav, fino all’ingresso trionfale a Bologna all’alba del 21 aprile 1945.

“La libertà va amata e, se ne necessario, difesa”: questa la riflessione con cui Ennio Pantaleo chiude il suo intervento, tra gli applausi dei giovani e la commozione di chi scrive.

L’appuntamento con la Scuola di Pratola Peligna si rinnova ormai da diversi anni, nella settimana che precede il 25 Aprile, Festa della Liberazione nazionale. L’Associazione Nazionale Brigata Maiella Sezione Sulmona - Valle Peligna ringrazia il Dirigente Scolastico Prof. Raffaele Santini, le docenti Susanna Bertucci, Ivana Giunta e Bettina Sabatini per la disponibilità, i soci Mauro Cianfaglione, Mario Di Salvo, Ezio Liberatore per l’impegno profuso nell’iniziativa.

Un ringraziamento speciale va ai ragazzi della Scuola, che nel corso della giornata hanno dato prova di maturità e interesse rendendo lo svolgimento dell’incontro piacevole, ai componenti della Brigata Maiella che combatterono per la libertà e a Ennio Pantaleo che, anno dopo anno, continua con la stessa passione a ripetere: “Tutto quello che ho fatto, lo rifarei”.

Il Dirigente Scolastico Prof. Raffaele Santini.

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