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lunedì 31 luglio 2017

ENECTA, TRA UN MESE LA PRIMA RACCOLTA DI CANNABIS TERAPEUTICA

CASTELVECCHIO SUBEQUO - Tra circa un mese Enecta, l'azienda italo - olandese specializzata nella realizzazione di estratti di Cannabis destinati ad uso Terapeutico, darà vita al primo raccolto di Canapa seminata in Valle Subequana lo scorso Aprile.Sono otto gli ettari di Canapa seminata, primo step di un nuovo percorso per l'agricoltura dell'Abruzzo interno, che torna ad investire su un prodotto, la Canapa, di cui l'Italia nel secondo dopoguerra era uno dei leader nella produzione ed esportazione.

Enecta racconta Enecta, intervista con Jacopo Paolini, socio fondatore insieme a Marco Cappiello dell’Azienda italo - olandese. “Cerco di essere un esempio per chi lavora con noi, il cosiddetto buon padre di famiglia – esordisce così Jacopo durante la nostra chiacchierata in cui ricorda la nascita di Enecta – un’idea partorita tanti anni fa, che ho fatto crescere e diventare quello che è oggi: una piccola famiglia, appunto. E cosi come nella realtà, si possono trovare rapporti di amicizia, fiducia, positività ma anche invidie, capricci, dubbi e paure”.
“Per me è importante esserci sempre: ascoltando le idee, i progetti e le problematiche di chi lavora con noi; premiando i volenterosi e meritevoli, incentivando i meno volenterosi e aiutando chi commette errori, analizzando insieme le cause e organizzandosi per migliorare. Investo nel presente, come se fosse un piccolo seme, affinché un giorno, spero presto, chi lavora con noi possa prendere la mia esperienza e utilizzarla per creare qualcosa di ancora più grande, come una bellissima piantagione”.


In Italia assistiamo ad un ritorno alla coltivazione della Canapa, dal tuo osservatorio che cosa noti?
Dal mio osservatorio in Abruzzo, dove sto trascorrendo l’estate per seguire le coltivazioni, di notte mi piace guardare il cielo e le stelle e prima di andare a dormire, sento che il mondo sta cambiando, in bene o in male lo vedremo, ma il cambiamento che avverrà sarà importante.
Per quanto riguarda l’aspetto agricolo è … immenso. Coltivare la Canapa significa, e ciò potrà significare per tanti anni in futuro, per gli agricoltori un ritorno ad una coltura economicamente proficua, per meccanici e ingegneri lo sviluppo di nuovi macchinari per semina/irrigazione/raccolta e essiccazione, per la Terra stessa dove la Canapa viene piantata, il subire una bonifica naturale da sostanze nocive e un ri-energizzazione del terreno. Ci sarà da divertirsi!


Cosa significa oggi coltivare Canapa?
Per me significa un tornare alla realtà: tornare nella casa dove sono cresciuto, lavorare con i miei amici che sto pian piano coinvolgendo nel progetto, come agricoltori/meccanici appunto, mostrare a chi è interessato al progetto che, se ce la fa uno come me, allora davvero potrebbe esser conveniente coltivarla, certamente non tutto è così semplice!


Nello specifico di Enecta che progetto state sviluppando?
Personalmente … cambiare il mondo :)


Si parla molto di sostenibilità, coltivare Canapa in maniera sostenibile cosa vuol dire?
La mia idea è semplice: adattare tecnologie, esperienze, know – how, macchinari già esistenti al progetto “coltivazioni Canapa” inserendo nuovi elementi come energia solare per illuminazione, recupero acque piovane per irrigazione e … beh non posso mica dire tutto.


Quali sono i punti di forza di questa pianta?
L’aver resistito a centinaia e centinaia di anni, di infondate demonizzazioni e accuse. Immagina cosa accadrà il giorno in cui tutte queste accuse verranno smentite.


Cosa consiglia a chi intende coltivare Canapa in Italia?
Educazione, non solo nel senso letterale del termine. La Canapa è una pianta dalle proprietà straordinarie, spesso non semplici da capire. Può essere utilizzata per produrre materiale tessile, bioedilizia, olio e farine, o come noi, estratti di Cannabinoidi. Qualunque sia l’obiettivo il punto di partenza deve/dovrebbe essere sempre lo stesso: studiare e conoscere la pianta in relazione all’uso che se ne vuole fare.

Come vede il futuro di questa pianta in Italia?
Ho deciso di non guardare al futuro per un pò. Però posso dire che il presente ha un bel colore: verde, come la speranza.

Ad maiora

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