ULTIM'ORA NAZIONALI

ULTIME NOTIZIE - Maturità 2019: Ungaretti e Sciascia tra i temi. Ma anche Dalla Chiesa- Conte: 'Dialogo sull'infrazione ma decisi sulla nostra linea'- Al via con la prova di italiano Ungaretti, Stajano e Sciascia- Tria sotto assedio del Carroccio- Mondiali 2022 in Qatar: Platini fermato per corruzione-

news

News - Primo Piano

NO HUB DEL GAS, "SIT- IN ANTI SNAM A SULMONA"

VIDEO IN PRIMO PIANO - CENTROABRUZZONEWS

venerdì 24 giugno 2011

ECCO LA NUOVA GEOGRAFIA DELLE COMUNITA' MONTANE ABRUZZESI

L'AQUILA - La nuova geografia, nata dalla riforma votata da gran parte del Consiglio regionale nel giugno del 2010, vede su tutto il territorio regionale la presenza di 11 Comunita' montane rispetto alle 19 che esistevano prima della riforma. Saranno pubblicati il 29 giugno, per essere operativi il primo luglio, i decreti del presidente della Giunta regionale che ridisegnano il nuovo assetto delle comunita' montane in Abruzzo. Lo ha comunicato l'assessore agli Enti locali, Carlo Masci, i cui uffici hanno elaborato e proposto tutti i provvedimenti amministrativi al presidente della Regione. Dal
primo luglio, dunque, le comunita' montane abruzzesi saranno: "Montagna Marsicana" nata dall'aggregazione di 3 comunita' montane; "Montagna di L'Aquila" che ha aggregato 2 precedenti comunita'; "Peligna"; "Sirentina"; "Alto Sangro"; "Aventino Medio Sangro"; "Maielletta"; "Montagna Sangro Vastese" che ha aggregato 4 Comunita' montane; "Montagna Pescarese" che ne ha aggregate 2; "Gran Sasso" e "Monti della Laga".
"E' stato un processo di rideterminazione abbastanza complesso - spiega l'assessore Carlo Masci - che ha toccato gli ambiti territoriali, che ha visto l'esclusione di alcuni comuni che non rispondevano piu' alle nuove indicazioni di legge e che ha visto la nascita di Comunita' montane aggregate. L'obiettivo della riforma e' la cosiddetta 'sostenibilita' finanziaria' dei nuovi enti intermedi, cioe' la capacita' di trovare un punto di equilibrio finanziario che permetta l'autosufficienza a fronte di una forte riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato centrale. E' una sfida che contiamo di vincere anche perche' - sottolinea Carlo Masci - il dibattito sul futuro delle Comunita' montane prosegue con un tavolo istituzionale aperto, non foss'altro per individuare le attivita' e le competenze dei nuovi enti cosi' ridisegnati" 

Nessun commento:

Posta un commento

VIDEO IN PRIMO PIANO :