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venerdì 24 giugno 2011

"A PASSAR L'ACQUA". LA TRADIZIONE SULMONESE NELLA NOTTE DI MEZZA ESTATE


SULMONA- Tradizioni, riti e antiche credenze nella notte di mezza estate. La cultura di un popolo, il voler rispolverare gli antichi costumi di Sulmona, sepolti ormai in un passato il cui ricordo sembra scemare sempre più, il desiderio di riappropriarsi delle radici della città sono lo scopo della manifestazione, che si è svolta ieri a Sulmona, chiamata "A passar l'acqua" (rievocando un detto sulmonese) organizzata dall'associzione Linkfuturo. La notte di San Giovanni è una notte speciale, considerata magica dagli avi un po' in tutti i paesi italiani. E' una notte carica di simbolismi, in cui
possono accadere "cose strane" di memoria shakespeariana ( "Sogno di una notte di mezza estate"). Se per la tradizione cattolica si fa riferimento alla nascita di San Giovanni Battista, per quella pagana si celebra il soslstizio d'estate, momento in cui il sole raggiunge il punto più alto. Tra il 23 e il 24 giugno in molte località del Bel Paese avvengono rituali particolari, come l'accensione di grandi falò al fine di mettere in fuga gli spiriti maligni e straghe o l'intonazione di canti corali da parte dei contadini per proteggere il raccolto. I riti sulmonesi e ciò che accadeva in questa  "notte magica" nel nostro territorio sono stati raccontati, in una lunga intervista ai nostri microfoni, dallo storico Franco Cercone, durante il cammino allietato da filastrocche e strofe tipiche del posto legate prettamente a questa occasione. Nella vicina Introdacqua, invece, secondo i racconti dei più anziani, era usanza, dopo la mezzanotte, mettere fuori la finestra di casa una bottiglia colma d'acqua con all'interno l'albume dell'uovo il quale, sfilacciandosi, all'alba avrebbe creato un disegno. Una nave, per la precisione. Simbolo di buono o cattivo auspicio per il futuro a seconda delle vele che si formavano (secondo qualcuno con riferimento anche ai viaggi della speranza di inizio secolo verso l'America). Il corteo a Sulmona è partito da piazza Garibaldi alla volta del Ponte dei Canali, lungo la via Vecchia per Cansano. A Passar l'Acqua.

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