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mercoledì 2 novembre 2016

GASDOTTI IN AREE SISMICHE. SNAM RETE GAS: “I TERREMOTI NON HANNO CAUSATO DANNI”

SULMONA – Nonostante i ripetuti appelli al governo nazionale per bloccare le procedure per la realizzazione del super gasdotto lungo la dorsale appenninica, Snam Rete Gas continua ad insistere sulla “sicurezza” degli impianti anche di fronte agli eventi sismici che stanno colpendo il centro Italia. “Non si sono registrati né danni né interruzioni di esercizio sui gasdotti e le infrastrutture gestiti nelle zone interessate,
così come avvenuto anche in occasione dei terremoti di maggior rilevanza che si sono verificati in Italia negli ultimi quarant’anni, incluso in Abruzzo, dove sono presenti circa 3.000 km di gasdotti”. E’ quanto scrive in una nota Snam Rete Gas al cospetto delle preoccupazioni che vengono espresse dai territori. E’ di oggi l’appello del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci al presidente del Consiglio Renzi ed al governatore D’Alfonso affinché in accordo con i colleghi del Lazio, dell’Umbria e delle Marche possa essere assunto l’impegno di scongiurare la localizzazione del super gasdotto Snam perché previsto in corrispondenza con le aree a più alta vulnerabilità sismica. Pierpaolo Pietrucci ritiene inoltre fondamentale non limitare il progetto di Casa Italia al rafforzamento degli edifici. “Casa Italia – prosegue – deve essere anche un modo di agire che tiene assieme l’edilizia antisismica con la cultura della prevenzione fino alla programmazione infrastrutturale”. Per il consigliere regionale Pietrucci vanno urgentemente studiate tutte le alternative al tracciato del gasdotto, a cominciare dall’opzione offshore in mare. Sempre oggi i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona ribadiscono che si tratta di una follia insistere nella realizzazione dell’opera in territori alle prese con i terremoti da troppi anni. “Gli esperti non si stancano di ricordarci – si legge in una nota – che il nostro problema è la faglia del Morrone, silente da oltre 1900 anni, ma che potrebbe attivarsi in ogni momento con un terremoto che potrebbe raggiungere una magnitudo di 6.5”. I Comitati auspicano un immediato ed incisivo intervento dei sindaci, dei parlamentari e dei presidenti di Regione e Provincia. “Il governatore Luciano D’Alfonso – concludono gli ambientalisti – ed i presidenti di Umbria, Marche e Lazio chiedano al premier Renzi di fermare ogni procedura autorizzativa rispetto al gasdotto e alla centrale e di dare attuazione alla decisione, finora disattesa, del parlamento attraverso la risoluzione dell’ottobre 2011, ribadita nel dicembre dello scorso anno, cioè l’attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale al fine di individuare una soluzione alternativa al di fuori della dorsale appenninica”.

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