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venerdì 17 marzo 2017

BRACCO: STAZIONE DI SULMONA, NO CHIUSURA POLFER

SULMONA - Premesso che la città di Sulmona, negli ultimi anni, si è vista ridurre in misura considerevole molti servizi pubblici, il consigliere regionale Leandro Bracco ha presentato un'interpellanza urgente sulla chiusura del presidio Polfer del capoluogo peligno. "In considerazione del fatto che nella città di Sulmona è presente sin dall'immediato dopoguerra la stazione di polizia ferroviaria meglio conosciuta come Polfer; Bracco ha ritenuto che lo scalo FS di Sulmona è da sempre considerato "un centro nevralgico del sistema ferroviario abruzzese essendo il secondo nodo più frequentato per i collegamenti con Roma e Napoli.
"La presenza della Polfer in questo territorio, dove è attivo un carcere di massima sicurezza con una popolazione carceraria di oltre 400 detenuti, rappresenta un presidio di legalità non da smantellare, ma da rafforzare in termini di risorse umane, strutture e tecnologie". "Considerato che nella stazione peligna transitano inoltre giornalmente moltissimi studenti pendolari e sicuramente la presenza di un posto di polizia ferroviaria all'interno della stessa funge da deterrente per azioni criminose, garantendo contemporaneamente un elevato livello di sicurezza – Bracco ha sottolineato - che la regione Abruzzo a tutt'oggi non ha assunto alcuna posizione in merito alla vicenda nonostante la stessa sia di primaria importanza". Nel prendere atto infine che, come riportato dagli organi di stampa, il Governo avrebbe deciso di chiudere in maniera definitiva il presidio Polfer di Sulmona, Bracco ha interpellato la Giunta regionale per sapere: "quali siano le iniziative intraprese o che si intende intraprendere al fine di evitare che la città di Sulmona e il territorio del centro Abruzzo, subiscano l'ennesima spoliazione di uffici pubblici dopo l'annunciata decisione del Ministero dell'Interno di voler chiudere la postazione di Polizia ferroviaria (Polfer) e se non si ritenga necessario – conclude il consigliere di Si - un intervento da parte del Presidente della Giunta regionale presso il competente dipartimento del Ministero dell'Interno per capire le reali motivazioni che spingono l'esecutivo alla soppressione del presidio Polfer".

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