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mercoledì 17 maggio 2017

IL GRUPPO TEATROXCASO DI SULMONA, NELL’AMBITO DEL PROGETTO “DIVERTIAMOCI AD AIUTARE” PROPONE IL SUO NUOVO SPETTACOLO: PARENTI SERPENTI, DI CARMINE AMOROSO

SULMONA - Al Teatro Comunale Maria Caniglia domenica 21 maggio ore 18,00. È un vero e proprio trionfo dell’ipocrisia umana il tema conduttore dell’opera “Parenti Serpenti”, scritta dal noto autore e regista lancianese Carmine Amoroso.Una trama che vede inizialmente celebrare i riti tradizionali del Natale con il ritrovarsi in famiglia durante le feste, gli auguri, l’addobbo dell’albero, lo scambio di orribili doni accettati con malcelato disgusto, la Messa di mezzanotte… così come accade normalmente nella maggior parte delle famiglie italiane. Lo spettatore non tarda ad accorgersi, però, che questa decantata unione familiare è solo apparenza, retta da un sottile e fragile equilibrio mantenuto in vita da un comportamento di comoda e tacita ipocrisia, cui il solo bambino Mauro rimane estraneo, tenacemente aggrappato alla sua età, ma per quanto ancora? La cuginetta di poco più “grande” è già perduta, imprigionata nel sogno irrealizzabile della madre che la vuole ballerina in televisione.
Come un cielo carico di nuvole che diventano sempre più nere in attesa che scoppi il temporale, quando questo arriva, nelle vesti degli anziani genitori che annunciano di voler trascorrere i loro ultimi giorni presso uno dei figli, per la famiglia sarà terribile e doloroso. Sotto la spinta di folate di astiosità sempre più vigorose, ecco che il fragile equilibrio familiare si sgretola riesumando conflitti e vecchi rancori tra i fratelli che la lontananza aveva solo sopito. La soluzione finale potrà sembrare teatralmente grottesca, ma quante sono le cose grottesche che accadono nella vita? Da questa commedia è stato tratto il film di Mario Monicelli, che tutti conosciamo e ricordiamo con piacere ma, a nostro parere, il testo drammaturgico originario di Amoroso, sfrondato da tutti gli orpelli cinematografici, nella sua essenzialità rende il racconto molto più fluido e piacevole. Ambientata negli anni Ottanta, gli ultimi di un finto benessere collettivo, descrive un’Italietta provinciale che ha dimenticato ormai quelli che sono stati i valori su cui poggiava la famiglia, e quindi la società, a vantaggio di un cinico ed ambizioso individualismo che non poteva che condurci, lentamente ma inesorabilmente, verso la decadenza attuale.



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