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martedì 4 luglio 2017

FONDERIA ABRUZZO 2017: "LA LEOPOLDA AUTOCELEBRATIVA DEL GOVERNATORE D’ALFONSO"

SULMONA - “È stata solo un’autocelebrazione di Luciano D’Alfonso la 2 giorni organizzata all’abbazia Celestina costata agli abruzzesi, almeno ufficialmente, quasi 40 mila euro. Tutte queste energie impegnate per fare cosa?” così Alberto Di Giandomenico interviene su Fonderia Abruzzo 2017, la manifestazione che si è tenuta la scorsa fine settimana alla badia Morronese. Per il Coordinatore del Movimento Italica, l’evento è stato un maldestro tentativo volto a compensare l’emorragia di consensi persi dal presidente e dal Pd dopo gli esiti dei ballottaggi delle amministrative 2017. “Nemmeno una prova di forza, ma solo l’ennesimo sperpero di denaro pubblico accompagnato da parole che si perdono al vento come il fumo dell’arrosto nelle sagre paesane –
continua Di Giandomenico - Dagli stand solo polvere che da venerdì si è trascinata inesorabile sino al sabato sera con i soliti ospiti e le solite promesse. Non è stato effettivamente affrontato, in modo produttivo, efficace e propositivo, alcun argomento cruciale che sta a cuore alle popolazioni abruzzesi e della valle Peligna. I progetti sono sempre gli stessi, riciclati da vecchie esperienze amministrative e rispolverati perché cari a qualche amico intervenuto, come si fa per le visite di cortesia. Soprattutto, ad ospitare la Leopolda peligna è stata la nostra città, quella martoriata dai tagli della Spending review, del governo Pd e sacrificabile agli interessi regionali e dei suoi compari. La nostra comunità è costretta quotidianamente a fare salti mortali per non vedersi sottrarre altri servizi e beni fondamentali, per non far saltare collegamenti indispensabili, su ferro e su gomma, con Roma. Per la nostra sopravvivenza cosa fa il governatore? Impegna un bilancio pubblico per una valanga di parole inutili, inopportune e desuete. Non un posto di lavoro, non un incentivo che riguardi la città e il comprensorio. Sono certo che se ne avesse la possibilità come ministero taglierebbe persino i ponti, senza nemmeno starci a pensare. Come commissario ad acta, per la sanità abruzzese, ha declassato il nostro ospedale decidendo che non dovesse essere più all’altezza degli altri. Disattese tutte le aspettative, il governatore non incanta più nemmeno quel paio di centinaia di partecipanti alla Leopolda peligna. Più che altro si tratta di curiosi  e spettatori del declino di un presidente freddato da correnti e spifferi che rompono ormai l’ossatura del suo Partito democratico tra falsità e compromessi continui, aberranti. D’Alfonso e il Pd sono il male di questo territorio – conclude Alberto Di Giandomenico - La politica vera è stata estranea a questo evento e interpreto come un atto di servilismo le presenze registrate in questi 2 giorni di autocelebrazione. Seduti ad ascoltare come affonda l’Abruzzo”.

 Alberto di Giandomenico.

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