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martedì 3 luglio 2018

IL PD DI SULMONA RISPONDE ALLA SINDACA CASINI SULLA QUESTIONE SANITÀ

SULMONA - Il passaggio dall’essere il “nuovo” all’essere il “vecchio” per la Sindaca Casini è stato veloce e senza alcun intoppo. Potremmo dire un passaggio da protocollo. D’altronde, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, non siamo molto stupiti: una maggioranza consigliare, quella di Sulmona, ostaggio e strumento a seconda delle occasioni e a seconda di quanto fosse utile essere amici o nemici di una giunta regionale di cui, per molto tempo, l’ormai ex assessore Gerosolimo né è stato rappresentante e paladino in terra peligna.
Da pochi giorni la Sindaca Casini, con Gerosolimo fuori dalla giunta per sua stessa volontà, si riscopre, lei stessa, paladina del tutto ma purtroppo del niente. Probabilmente rendendosene anche conto, con le sue uscite sui giornali smentisce se stessa, le decisioni votate in consiglio comunale dalla sua maggioranza e, cosa divertente, anche i consiglieri, cavalieri della tavola rotonda, che sul tema sanità, in passato, facevano la loro comparsa, o comparsata che dir si voglia, sui giornali locali. E tutto il loro trasformismo, segno di validi insegnamenti e di una scuola politica d’altri tempi, esce fuori in un battito di ciglia. La Sindaca indossa la fascia, punta il dito e i cavalieri, seduti, rimangono questa volta in silenzio. Tutti loro, dal primo all’ultimo, hanno dimenticato di aver votato, con alzata di mano e di fronte a tutta la città, a favore della nuova classificazione dell'ospedale di Sulmona come ospedale di base, contro un'opposizione sempre chiara nel richiedere il primo livello. Hanno accusato altri di: vecchia politica, personalismo e incapacità. Oggi, articoli di giornale alla mano, diciamo che hanno aspettato tempi migliori per manifestare il loro pensiero. E i tempi migliori, per qualcuno, sono arrivati e non avendo trovato spazi ed opportunità alle elezioni per il Parlamento, le prossime elezioni regionali restano una meta da raggiungere, mentre il pensiero dei vari “Lancillotti” e “Ginevre” rimane il pensiero di uno. Perché così oggi funziona e la ricerca del consenso individuale, per uno, è l’obiettivo di questa maggioranza consigliare. E la città di Sulmona, il modo in cui viene amministrata, purtroppo, è lo specchio di tutto questo.
Si dimentica però una cosa, si dimentica di fare i conti con la realtà e con i fatti:
1. il nuovo Ospedale, il primo interamente antisismico in Abruzzo, sarà inaugurato a breve;
2. finanziamenti attendono di essere erogati da parte del Ministero per la riqualificazione della nuova ala, la realizzazione dell’elisuperficie, l’interramento  delle centrali termiche, la demolizione dell’ala vecchia e la riqualificazione dell’area;
3. in più un finanziamento di 20 milioni a ripiano delle anticipazioni  fatte dalla Regione per la costruzione del nuovo Ospedale;
4. concorsi per rafforzare gli organici nei vari presi Ospedalieri: per L’Aquila-Avezzano-Sulmona saranno  circa 210 con una consistente quota che andrà a rafforzare l’Ospedale  dell’Annunziata di Sulmona, copertura dei posti vacanti dei primari in settori strategici dei servizi ospedalieri;
5. recuperare la classificazione di primo livello e per ora il Pd ha presentato in Parlamento un apposito disegno di legge a firma dei deputati abruzzesi  D’Alessandro-Pezzopane
Mentre dal 2014 qualche nostalgico continua a dire: “E’ ora di fare”, qualcuno sta già facendo e ha fatto al posto suo. Mentre #SCELAF (hashtag/acronimo del blasonato: Sulmona ce la farà!) oggi comincia ad essere confuso con un nuovo piatto a base di felafel, Sulmona ce la fa ma grazie ai suoi cittadini che la considerano un bene comune e non il bene di uno.

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