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lunedì 29 agosto 2011

RESIDENTI IN CERCA DI UN COMUNE CHE LI ADOTTI

SULMONA – Se ci sono Comuni che per sopravvivere a manovre e accorpamenti cercano abitanti, come i centri nel pescarese, pronti a chiedere a chi vive altrove di riportare la residenza nel luogo d’origine, ci sono anche abitanti alla ricerca di paesi che possano adottarli. E’ il caso di una signora di Palermo che ha inviato una lettera alla nostra redazione. “Gentile centroabruzzo, mi permetto di scriverle perchè ho letto un articolo che parla di comuni in cerca di residenti. Io, mio marito e i miei tre bambini cerchiamo un paese che ci adotti”.  Scrive così la donna. 37 anni, maestra d’ arte (come ama definirsi), alle prese con lavori saltuari, un marito barista in “ferie” da un mese e tre bambini piccoli da crescere. Disoccupazione e problemi economici sono, dunque, le principali spine nel fianco che costringono la famiglia siciliana anche a navigare in rete alla disperata ricerca di una soluzione ai propri guai. Non tanto differente, in sostanza, da
quella di 7 milioni e 810 mila italiani in condizioni di povertà (13,1% dell'intera popolazione secondo dati Istat 2009). Nei giorni scorsi 14 comuni della Provincia di Pescara, con meno di mille residenti, avevano lanciato la proposta alla ricerca di residenti al fine di ripopolare il paese e salvarsi dalla soppressione. Agli occhi della signora non una panacea di tutti i mali,  ma una sorta di ancora di salvezza a cui aggrapparsi per risollevare le proprie condizioni. E come in epoche remote, si torna ad affidare le ultime speranze all’emigrazione. “Qui non ci sono prospettive di lavoro” racconta la donna “mio marito è barman ma è disposto anche a cambiare mestiere, ho tre bimbi favolosi a cui vorrei dare una qualità di vita migliore anche in un paese più piccolo. Io ho svolto tanti lavori anche umili. Ogni tanto qualcuno mi chiama per assistere qualche anziano o magari per collaborazione domestica, ma capita di rado. Non cerco una villa e un lavoro da 5 mila euro al mese. Cosa vorrei? Un lavoro in regola, una casetta, un posto tranquillo dove crescere i miei figli”. Chissà, dunque, che qualche paese non accolga la richiesta della famiglia palermitana. G.S.

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