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venerdì 27 gennaio 2012

FEDERICO "NON VOGLIO PERDERE UN MILIONE DI EURO PER BEGHE POLITICHE"


SULMONA – “Lunedi riunisco la Giunta. Chi c’è, c’è. Non posso perdere un milione di euro per le paturnie di qualcuno”. E’ il breve commento che ha rilasciato questa mattina, a margine di una conferenza stampa sul sociale, il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, all’indomani del vertice politico nella sua villa, trincerato ancora in un silenzio stampa, in merito alla crisi che si è aperta a palazzo San Francesco con le dimissioni nei giorni scorsi dei due assessori di Rialzati Abruzzo, Alessandro Angelone e Gianni Cirillo. Una sorta di ultimatum lanciato ai consiglieri “dissidenti” Cristian La Civita e Antonio De Deo quello del primo cittadino, che cerca di stringere i tempi per arrivare con la rosa completa degli assessori al 31 gennaio, termine ultimo per la scadenza della delibera riguardante fondi regionali di circa 900 mila euro da destinare alla sicurezza stradale. “Sabato e domenica
saranno giorni di riflessione per tutti, ma lunedi bisogna riunire la Giunta” ha ribadito Federico, ansioso di chiudere subito la vicenda, che, invece, lascia
trasparire tentennamenti da parte dei consiglieri, i quali, forse, dal canto loro, potrebbero temere una sorta di escamotage lanciata proprio dal sindaco al fine di ripristinare al più presto la situazione e placare le acque. Hanno incontrato il primo cittadino nella residenza municipale nella tarda mattinata di oggi, ma non sembra che gli scenari siano diversi da quelli di ieri. “C’è una scadenza da rispettare, sono trent’anni che la città attende questa svolta e io non voglio essere il sindaco che per beghe politiche perde un milione di euro per la città” ha detto Federico, spiegando che non sono state chieste le teste di nessuno e che cambiare deleghe non avrebbe senso al momento, in quanto “se si è lavorato tanto per arrivare alla scadenza prevista per il 15/30 aprile di far partire il porta a porta per la differenziata, con un altro assessore si rischia di ricominciare tutto da capo”. Una matassa, dunque, che si dovrà sciogliere al più presto, anche se i consiglieri non sembrano essere così disposti a non puntare i piedi. g.s. 

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