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lunedì 24 giugno 2013

AL VIA "ROCCARASO VOLA"

ROCCARASO - Dal 6 al 14 Luglio, nel lussureggiante teatro naturale dell’Appennino Abruzzese, avrà luogo il primo Festival dell’Aquilone di Roccaraso. Incastonato fra le sontuose quinte dell’Aremogna, l’evento vedrà la partecipazione di una ventina d’artisti prevalentemente italiani; fatta eccezione per due partecipanti austriaci, il festival avrà infatti un carattere prettamente nazionale. Una scelta precisa dell’Associazione Albergatori di Roccaraso Rivisondoli, che ha incontrato la fattiva collaborazione del Comune di Roccaraso e dei Comuni di Rivisondoli e Pescocostanzo,
che ringrazia sin d’ora,  intende sondare con la massima cura le qualità attrattive e promozionali dell’evento, scelta peraltro condivisa dallo stesso Claudio Capelli che accompagnerà il pubblico lungo un sentiero inedito anche per lui, alla scoperta degli artisti italiani più interessanti e più acclamati ai grandi festival di tutto il mondo. Così come a Cervia, anche a Roccaraso, saranno ampiamente trattate le varie discipline e, con esse, le varie tipologie dell’aquilone: dai “veleggiatori”, agli “acrobatici”, fino ai cosiddetti “combattenti” che, attraverso le immagini del film “Il cacciatore di aquiloni”, hanno incantato il pubblico di tutto il mondo e presto incanteranno il pubblico di Roccaraso, per mano del veronese Roberto Dinatale, del bolzanese Enzo Boldrer e del cagliaritano Simone Rombi, veri specialisti del settore. Fra gli ospiti più gettonati ai grandi festival di Francia, Svezia, Belgio, Canada e Tailandia, sarà presente Patrizio Mariani, storico ispiratore del Team Sculture Volanti ed eclettico creatore di aquiloni dalle forme più svariate, gli terrà testa il degno compare Valter Gregori del Team Terni Fly, progettista e costruttore di aquiloni “cellulari” in grado di volare sia con vento molto leggero che con vento assai forte. Fra le nuove leve, saranno presenti Andrea Giacomelli, creatore di immagini fotografiche volanti, Sabrina Bortolotti, esperta in combattimenti con aquiloni “Rokkaku” (entrambi del Team Molina per aria di Trento) e Caterina Capelli di Cesena, specializzata in workshop e laboratori d’aquiloni per le scuole  e creatrice di magnifici poster kite. Istruttore e grande appassionato di “Power Kites”, Simon Critchell (sudafricano trapiantato all’Aquila) sfreccerà sul suo “buggy” (veicolo a tre ruote) lungo i prati dell’Aremogna, seguito a ruota dal bolognese Guido Baccolini (detto Ola), entrambi, al traino di potenti aquiloni “da trazione”. Alfons ed Emma Muller di Vienna mostreranno al pubblico di Roccaraso come sollevare sofisticate apparecchiature fotografiche e scattare suggestive foto aeree per mezzo di un aquilone ed un telecomando, mentre l’ingegnere genovese Bruno Bonino farà piovere caramelle, grazie ad un  congegno applicato al cavo del suo aquilone; oltre ad occuparsi d’aquiloni come costruttore, egli è un collezionista di millepiedi (aquiloni-drago cinesi), un abile pilota di “acrobatici”, ma è soprattutto un autentico scienziato che crea robot umanoidi. Gli aquiloni acrobatici sono la grande passione di Franco Crocchianti fondatore di Tivolivola, che studia i principi dell’arte cinetica applicandoli ai suoi aquiloni. Ospite d’Onore, sarà Giacomo Reverberi di Parma (classe 1919), uno dei più prolifici fra gli “aquilonisti” italiani e, senza dubbio, il più anziano ancora in attività; egli costruisce prevalentemente grandi aquiloni statici, preferendo i cosiddetti “radiali” che elabora con precisione millimetrica. Infine, i componenti del Team Artevento, presteranno un sostanziale contributo alla manifestazione, facendo volare i cosiddetti “soft kites”, grandi aquiloni privi di stecche, ideati dall’eclettico ingegnere neozelandese Peter Lynn e dallo stesso Claudio Capelli.
INFO Hotel: 0864 62721
L’aquilone come fenomeno di massa
Come in un magico incastro di scatole cinesi, l'Aquilone si presta con efficacia ad infinite chiavi di lettura, pertinenti ad altrettanti livelli di significazione.
Conservando la levità del gioco all'aperto, appartenente all’antica tradizione popolare, l'Aquilone è un eccezionale mezzo di aggregazione: benché si possa ritenere che la curiosità dell'uomo contemporaneo sappia essere destata esclusivamente da futuristici avvenimenti multimediali, una festa di aquiloni è capace di attirare un pubblico numeroso, fino a diventare, come nel  caso del Festival Internazionale dell'Aquilone di Cervia un autentico fenomeno di massa.
Paradossalmente, è la logica stessa della moderna società del consumo a fare sopravvivere e ad esaltare  ciò che sembra l'esatto contrario dei suoi prodotti: l'Aquilone, nato 3000 anni fa.  Se nella società del bisogno artificiosamente alimentato e della necessità inventata, infatti, ogni prodotto è già desueto al suo apparire, c'è qualcosa che non può invecchiare né annoiare, dacché appartiene intimamente e per sempre all'inconscio dell'uomo. Si tratta dell'antico anelito al volo, desiderio primordiale che scandisce la storia dell'umanità e del suo genio: ardente brama di appropriarsi anche dell'aria, elemento originariamente negato, in un crescendo di insaziabilità che solo l'uomo conosce. Dalla fatale caparbietà che indusse Icaro ad ignorare i consigli paterni per librarsi sempre più in alto, alle macchine volanti di Leonardo, dai tragici esperimenti di volo umano dell'’800, fino alle contemporanee pratiche “off limits”, la storia testimonia di come il sogno di sfidare la legge di gravità abbia indotto l'uomo ad indossare le ali o a divenire egli stesso ingranaggio di macchine volanti. Se l'Aquilone continua a sopravvivere alla concorrenza spietata di robot e play station, è perché la sua classificazione nella categoria dei giochi per bambini è impropria o quantomeno riduttiva. l'Aquilone è invero la sublimazione di una idea (quella del volo) e, come tale, è invulnerabile al rincorrersi dei tempi perché è un concetto che trascende la sostanzialità dell'oggetto-aquilone. Ed è proprio per questo motivo che, ovunque vedrete aquiloni librarsi nell'aria, attaccati ai loro fili, scorgerete uomini e bambini d’ogni razza e cultura "giocare" insieme in un'armonia che solo di rado è dato di trovare; dall'Oceania all' Europa, dalle Americhe all'Asia e all'Africa la medesima espressione solcherà i loro volti, perché l’istinto che induce l'uomo a costruire e a far volare un Aquilone è lo stesso ovunque. Emblema dell'umano desiderio di volare, dunque, l'Aquilone rappresenta la Libertà, e il suo volo silente diventa testimone di messaggi importanti, messaggi che sussurrano di Pace e di Fratellanza, di comunione fra le genti e di emancipazione dai vizi del pregiudizio e da barriere di ogni tipo. Grazie alla sua straordinaria efficacia mediatica, l'Aquilone può coinvolgere un pubblico estremamente variegato; il suo volo silenzioso è infatti uno spettacolo di grande impatto visivo che stimola immancabilmente la sensibilità di qualsiasi osservatore.


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