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giovedì 26 febbraio 2015

"L’OPERA DI RECLUTAMENTO ALL'INTERNO DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI ESIGE UN SISTEMA DI CONTROLLO DI MASSIMO LIVELLO"

(video intervista Susanna Loriga)
SULMONA - Il vice presidente del Consiglio regionale Lucrezio Paolini, la vice Responsabile Nazionale Lab Sicurezza Idv Susanna Loriga e il già vice questore aggiunto del Corpo Forestale del Lazio Lamberto Alfonsi Schiavitti , appena nominato responsabile Regione Abruzzo Sicurezza Idv , questa mattina dopo un incontro tenuto nella casa di Reclusione di Sulmona con il direttore del carcere Sergio Romice, hanno illustrato i progetti che li vedono impegnati sul campo, come Idv, per favorire un’opera di sensibilizzazione anche con la proposta di protocolli per il contrasto alla violenza e il monitoraggio con la possibilità di interrogazioni parlamentari per accendere i riflettori anche su situazioni che riguardano la Regione.
"La pericolosa  opera di indottrinamento e reclutamento svolta all’interno degli Istituti Penitenziari, attraverso lo sfruttamento del particolare stato psicologico di coloro che entrano nel sistema carcerario ci obbliga a porre l’attenzione sul sistema di sicurezza adottato nei nostri Istituti. Il problema, messo in luce anche dagli ultimi interventi del Ministro della Giustizia Orlando, ci obbliga ad interrogarci sulle attività preventive da adottare per impedire opere di radicalizzazione pericolose per l’intero Paese"ha affermato la Loriga."Il radicalismo sta utilizzando ampiamente, per la propaganda , la tesi secondo la quale la loro pressione sta piegando sempre di più i governi deboli occidentali. La tutela dei diritti dei detenuti di religione islamica, come per tutti i detenuti e come previsto dalla nostra Costituzione, non deve sconfinare in acquisizione di ulteriori diritti che sortirebbero l’effetto di un ulteriore spinta alla radicalizzazione. Servirebbe un maggior coordinamento fra il personale in servizio presso gli Istituti penitenziari e l’intelligence per un rapporto di costante segnalazione ed osservazione dei soggetti a rischio.I reclutatori hanno costruito una poderosa rete di controllo e manipolazione, in Italia come nel resto dell’Occidente. L’opera di reclutamento all’interno degli Istituti Penitenziari esige un sistema di controllo di massimo livello poiché, proprio tale popolazione risulta più “vulnerabile” e con una forma mentis predisposta a tale fenomeno di radicalizzazione. Tenendo conto che il proselitismo via web è un altro terreno rischioso, sarebbe utile un’attività formativa per la prevenzione primaria, al fine di far conoscere le tecniche di persuasione coercitiva utilizzate dai terroristi islamici per il reclutamento di nuove leve. Altresì, sarebbe utile una buona formazione al fine di evitare inutili e pericolose generalizzazioni stigmatizzanti verso chiunque appartenga alla religione islamica.Siamo consapevoli che Il terrorismo islamico, tramite i mass-media, sta veicolando anche in occidente, fra i musulmani, il senso di bisogni, di leggi, di verità e di rivendicazione non riconosciute dagli occidentali e che spingono gli islamici, suscettibili alla suggestione delle ingiustizie storiche, al rifiuto delle leggi occidentali ed al coinvolgimento al fanatismo terrorista. In questo senso si stanno ottenendo non solo consensi politici nel mondo arabo estremista, ma anche nuovi “arruolati”  che dai Paesi Occidentali (Italia, Germania, Francia, Inghilterra  etc. ) si riversano nei teatri di guerra come la Siria a combattere  al fianco di organizzazioni terroristiche come l’ISIS  oppure operando con operazioni congiunte ed organizzate  in  Paesi Occidentali".Il vice presidente del consiglio regionale Lucrezio Paolini ha invece illustrato la situazione del carcere peligno, alla luce dell'incremento dei detenuti previsto dopo la costruzione del nuovo padiglione, che porterà il carcere di Sulmona ad ospitare circa 700 detenuti.
                          (video intervista Lucrezio Paolini)



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